venerdì 10 dicembre 2010

Un illustratore italiano...

Stiamo lavorando a un progetto per l'universita con il Centro Nord Sud del Consiglio d'Europa. Io coordino la squadra dell'organizzazione di due conferenze dinamiche (questo lunedí, da non perdere) e quella del blog "Ti consiglio il consiglio". Con questa scusa ho chiesto [gratis, ndr] a Denis un Breakfast Drawing per il blog e i volantini e poi mi sono dato delle arie citando "l' illustratore italiano". Ora il blog funziona e l'universitá é piena di coniglietti hihi.
Illustrazione pasconista, 2010.

domenica 28 novembre 2010

Al pioge e la pulesa




All'uni, in un corso di Museologia, stiamo preparando un esposizione collettiva di oggetti regionali. Il mio oggetto é questo: la registrazione in zoldano del racconto tradizionale "Al pioge e la pulesa" che esiste anche nella tradizione orale portoghese yeah. Questa é la prima versione, soggetta a alterazioni e miglioramenti. Scusate il narcisismo della foto nel video, ma é una delle immagini promozionali.

sabato 27 novembre 2010

Todos os homens são maricas quando estão com gripe - António Lobo Antunes

Todos os homens são maricas quando estão com gripe

Pachos na testa
Terço na mão
Uma botija
Chá de limão
Zaragotoas
Vinho com mel
3 aspirinas
Creme na pele

Dói-me a garganta
Chamo a mulher
Ai Lurdes, Lurdes
Que vou morrer
Mede-me a febre
Olha-me a goela
Cala os miúdos
Fecha a janela

Não quero canja
Nem a salada
Ai Lurdes, Lurdes
Não vales nada
Se tu sonhasses
Como me sinto
Já vejo a morte
Nunca te minto

Já vejo o inferno
Chamas diabos
Anjos estranhos
Cornos e rabos
Vejo os demónios
Nas suas danças
Tigres sem litras
Bodes de tranças

Choros de coruja
Risos de grilo
Ai Lurdes, Lurdes
Que foi aquilo
Não é chuva
No meu postigo
Ai Lurdes, Lurdes
Fica comigo

Não é o vento
A cirandar
Nem são as vozes
Que vêm do mar
Não é o pingo
De uma torneira
Põe-me a santinha
À cabeceira

Compõe-me a colcha
Fala ao prior
Pousa o Jesus
No cobertor
Chama o doutor
Passa a chamada
Ai Lurdes, Lurdes
Nem dás por nada

Faz-me tisanas
E pão de ló
Não te levantes
Que fico só
Aqui sozinho
A apodrecer
Ai Lurdes, Lurdes
Que vou morrer

Aqui lida por José Fanha

martedì 2 novembre 2010

Saudades night [ingresso libero]

Insoddisfatti dalle serate in discoteca con tanto di festa Erasmus (non ci crederete, ma ci sono andato, sabato, con l'Ivan) e dalla pioggia autunnale abbiamo deciso di organizzare una cenetta di crepes a casa con Kant (l'amico, non il filosofo, o meglio l'amico filosofo sindacalista). Il programma era crepes+cinemino in casa. In realtá la prima parte si é prolungata lasciando poi spazio alla fantastica saudades night [ingresso libero].

Gli ingredienti per una perfetta saudades night sono, nell'ordine:
  • 2 italiani all'estero e una quasi italiana a casa sua (e anche mia)
  • Crepes dolci e salate
  • Succo di frutta arancia-cocco-un altro frutto esotico
  • Succo di frutta normale [per i non esotici]
  • Computer con Facebook
  • Modellino di LargoCarducciGrad senza omini [original version]
  • Vecchie foto, quaderni e ricordi italiani
  • Il papiro che non ho mai avuto, ma in realtá sí
Si comicia cercando su facebook le foto di case giá vissute e amici lontani, nominandoli tutti e descrivendoli, si passa alla presentazione del modellino di LargoCarducciGrad di Dani, si continua con le foto dell'albero degli amici con le foto di: me & luca, elisa, silvietta & marjo & chiara, io & joe & il narghilé, marianna, martim, chiara & un cellulare bucato, denis con i capelli lunghi, gosia, tosca, vittoria, michi con le labbra fini, nicola col pizzetto, francesca & chiara, io che dormo in macchina, io in ungheria, io & luca ubriacandoci con i soldi della colazione di dani, luca poeta, leanne dagli occhi rossi, io & sofri (padre), l'abbonamento di denis, ilaria senza filippo, joe che suona, la marghe che é bella, io & la janeca, joe con un occhio pesto, io & luca (x3), greta dubbiosa & miche con 3 rasta, gosia again . Poi una pausa per salutare Kant che ritorna a casa con un poncho messicano. Poi si continua a letto leggendo il papiro scritto da Denis e Michela con contributi di Joe e altre lettere e biglietti arrivati qua con il primo zaino del 2007.

I risultati importanti sono stati sostanzialmente tre:
  1. Abbiamo ritrovato dei disegni di martim che credavamo persi nel trasloco
  2. Abbiamo trovato delle foto compromettenti tipo questa
  3. Abbiamo capito che ci mancate cazzo, ci mancate, mi mancate, ci/mi mancano gli anni a trento e a volte pensiamo addirittura di tornare (ma solo tra 2 anni min.)

 Saudades night: serata con effetti collaterali

Grazie a tutti

sabato 9 ottobre 2010

Histórias à Manivela® - Brevemente disponibile

Dopo qualche settimana di attesa, e dopo l'inestimabile aiuto di Joe in terra Mingo, é arrivata la Miniature Hurdy Gurdy di cui vado particolarmente fiero. è un giocattolo, un miminho fatto nell'Illinois.

 
Grazie mille Joe!

martedì 28 settembre 2010

"Chiudi la porta al mio 3. uno, due....TRE!"


Avete giá tolto i denti del giudizio?Io si, ieri, uno, l'unico che in teoria ho dovuto togliere. In realta l'ho tolto perché era cariato, come i bambini. Il procedimento é semplice:
- Anestestia. Varie punture in vari posti, non so perché, ma tornando a casa la sentivo anche sul naso e sull'occhio come David, mitico.
- Tenaglia. Come nei film di Fantozzi. La dentista forza il dente mentre l'assistente mi aspira la saliva e le bestemmie.
- Tenaglia piú grande. Perché la prima non funzionava. I ruoli restano gli stessi.
- Garze. Per riempire il buco lasciato dal fu Dente del Giudizio.
In realtá non fa male, solo fa impressione avere una tenaglia in bocca, maneggiata da una donna, che sembra che ti stacchi tutti i denti, non solo uno. [in realtá la mia/nostra dentista é brava, canta mentre lavora!]
In realtá ho pensato che questi affari dei dentisti che ci tolgono i denti del giudizio finirá prima o poi. I denti del giudizio sono una caratteristica che si sta perdendo con l'evoluzione, cioé chi é piú evoluto non ne ha (io ne avevo 3 e mezzo, fate voi i conti). Quindi tra qualche generazione i dentisti non lavoreranno piú togliendo denti del giudizio.
Quindi bambini che pensate di studiare e trovare un buon lavoro per poi mettere i vostri figli in una buona scuola perché studino e perché mettano i vostri futuri nipoti in un'universitá per dentisti, perché siano ricchi e vi comprino una bella lapide, avete fatto i conti senza l'evoluzione!, questo periodo di denti grassi dei dentisti finirá e vi ritroverete sul lastrico.

martedì 14 settembre 2010

Histórias à Manivela®

Giovedí parto per Beja, per lavorare/raccontare al Festival di narrazione orale Palavras Andarilhas. É il festival principale in Portogallo in quest'area e uno dei piú importanti nella penisola iberica, quasi quanto la Maraton de los Cuentos di Guadalajara. Ci saranno contadores superbravi ed é per me motivo di grande orgoglio essere nel programma e raccontare nella Noite dos Contadores Andarilhos, ma in questi giorni continuo a essere combattutto tra l'ansia della prestazione (artistica ovviamente...) e la sicurezza nei racconti che racconto.
Da qui, da questa battaglia interna, é nata una riflessione congiunta sui vari stili e i vari modi di essere un contador de histórias. Non so che tipo di contador sono, so cosa non sono e cosa (forse) non voglio essere. Non sono un contador urbano strettamente legato ai libri, non sono un contador sognatore che racconta la magia delle fate e degli elfi e sembra un cretino con una scatola di musica o un palloncino in mano (Deus me livre...), non sono un contador rurale, non sono un contador di storie della tradizione orale né portoghese, né italiana, non sono un contador che usa marionette o burattini, non sono un contador che viene dal teatro, non sono un contador da villaggio turistico.
Sono una miscela (al 5% come il trial fantic) di queste cose, sento di essere un contador in cammino, camminando alla ricerca del mio stile, ma allo stesso tempo non voglio entrare nell'immaginario dei viaggi e dei vagabondi troppo spesso abusato e rovinato. So che il mio repertorio (composto da una dozzina di contos & histórias) non é coerente e lineare. So che racconto quello che mi piace, quello che mi meraviglia e quello che mi sembra importante, fondamentale, da raccontare e so che questa scelta, questo mio filtro nella ricerca delle storie, mi aiuta a lavorare meglio, a non vendermi al mercato e a essere sicuro quando racconto e, apparentemente, a piacere al pubblico per questo. So che il mio repertorio é in costruzione e per questo non mi sento pronto per proporre uno spettacolo intero a una biblioteca, una scuola o un museo e per questo racconto con altri contadores e accetto gli inviti di chi mi chiama, senza creare qualcosa di mio, per lo meno per ora.
Attualmente, secondo me, lavoro bene in un formato da bar, raccontando seduto ai tavolini o su uno sgabello, accompagnato o accompagnando altri contadores o Kant alla chitarra o sfidando il pubblico a raccontarci qualcosa (perché il 70% di tutte le nostre conversazioni sono narrative e quindi ognuno di noi ha qualcosa da raccontare, sempre).
Per esplorare di piú quest'idea di contador in cammino ho comprato negli States per pochi dollari la fantastica HURDY GURDY in fotografia. In realtá un Hurdy Gurdy é uno strumento medievale, ma questa (che é gia nostra) é una di quelle scatole che si vedono nei fumetti appese al collo di una scimmia sfruttata da un artista di strada e che producono una musica (sempre la stessa) al girare la manovella. Attualmente la mia fantastica Hurdy Gurdy é in viaggio verso la casa di Porno Joe, in West Virginia, che poi rispedirá qua a Lisboa e che ringrazio tanto tantissimo per questo grande piacere. L'idea é di raccontare storie in cammino, chiamando la gente con la Hurdy Gurdy e sedendomi su uno sgabello per poi ripartire camminando. Il nome di questo formato di contador sará "Histórias à Manivela" (nome geniale che resta patentato con questo post). 
Cosí continuerá il mio percorso di contador de histórias quando arriverá il fantastico pacchetto (tra un mese o due), nel frattempo dopodomani andró as Palavras Andarilhas a camminare con gli altri contadores, con i miei (e gli altri) pubblici e con i ragazzi di un liceo a Beja dove mi hanno invitato nuovamente a raccontare venerdí chiamandomi contador honorário. Uau.

mercoledì 8 settembre 2010

La bomba!

Settembre é periodo di inscrizioni all'uni. Noi, alla fantomatica Scuola Superiore di Educazione di Lisbona, dobbiamo fare, nei 3 anni, dei crediti obbligatori, dei crediti di stage, dei crediti di approfondimento a scelta e dei crediti opzionali, dove abbiamo una certa scelta a patto che si riempiano tutte le varie aree (sport, musica, arte, teatro, litteratura, matematica, lingua straniera).
Visto che sono all'ultimo anno (yeah) ho fatto un po' di conti e ho visto che, se riempio tutte le aree delle opzionali, ottengo 37 crediti, che sommati a tutti gli altri danno 178 e non 180, come Bologna comanda.
Quando sono andato a chiedere spiegazioni mi hanno guardato come un idiota, abbiamo rifatto i conti (che mi danno ragione) e poi la ragazza della segreteria é sparita per andare a telefonare a non so chi. É tornata dicendo che avevo lanciato una bomba, che avevo ragione e che ho fatto bene a dirlo (ci mancherebbe altro), ma che la situazione si sarebbe presto risolta.
Il nuovo piano di studi (per chi entra quest'anno ndr) non presenta piú questo problema, ma a oggi ,dopo 2 giorni dalla mia segnalazione, non sappiamo ancora quale sará la geniale soluzione. Nel frattempo, per non avere dubbi, hanno cancellato anche la nostra inscrizione alle discipline obbrigatorie e hanno tolto il piano di studi sbagliato dal sito.
La soluzione, secondo me, sará che noi del 3º anno siamo rimasti fregati e dovremmo scegliere una disciplina da 2 crediti extra quest'anno, in un'area che ci interessi (per lo meno per l'orario), quando invece avremmo dovuto avere questa scelta extra fin dal primo anno poiché non tutte le discipline opzionali sono disponibili tutti gli anni. Se invece qualcuno si é sbagliato a fare le inscrizioni, non sa fare i conti o se ne frega  delle discipline a cui si inscrive, e per questo ha 2 crediti in piú in un area a caso, diventerá un alunno modello  per una scuola modello come questa.
Come se non bastasse il governo tuga a deciso di cambiare le leggi delle borse di studio il 1º agosto, quando tutte le domande di candidatura erano giá state inviate e mentre erano sotto analisi. Il risultato é che tutti dovremo ripresentare la domanda, ritardando cosí i processi di alcuni mesi.
Ora aspetto solo che qualcuno risponda al mio annuncio "Cercasi fisarmonica" su freecycle per calmare i miei nervi messi a dura prova.

venerdì 3 settembre 2010

Senioritas

As SENIORITAS é un'istallazione artistica del Colectivo CC, formato dal gruppo Cabra Cega e dai ragazzi dello spazio Contacto Cultural, che é un centro giovani con cui ho collaborato un po' nel mio stage dell'anno scorso.

Lisbona, molto piú che Trento o Zoldo, puó contare su un esercito di vecchiette alla finestra che vigilano le strade 12 ore al giorno, pronte a telefonare alla polizia, o alla vicina, a seconda della gravitá del crimine osservato.

Il prossimo passo sará l'istituzionalizzazione della vigilanza nei parchi svolta dai vecchietti di sesso maschile, nonché della supervisione degli scavi sui marciapiedi.


giovedì 2 settembre 2010

l'estate in un post

eccoce qua, dopo mesi di assenza é giunta l'ora di narrare la mia estate ai miei ipotetici lettori resistenti agli urti. Per fini metodologici e estetici procederemo per punti.

[past]
- L'estate comincia quando finisce la scuola il che qui a lisbona coincide con la sagra di S. Antonio (che abbiamo giá ampliamente trattato in questa sede). Quest'anno la Janeca e altre amiche facevano parte della commisione organizzatrice della marcia popolare del Castelo e io, con le mie favolose doti da MacGyver ero uno dei tecnici tuttofare che non fa niente. Il Castelo non ha vinto, é arrivato 6º e 1º nei costumi. Ninguem para o castelo Ninguem para o castelo ninguem para o castelo (so os sinais vermelhos).
- Finita l'avventura das marchas populares mi sono diretto in francia, a parigi per un workshop di circo e di hiphop con in programma Grundvig. Qui, nella mia prima visita ai cugini d'oltralpe, mi sono reso ridicolo ballando hip hop davanti alla comunitá locale con dei superpro i varie scuole di circo e di danza europee e caraibiche. il momento piú vergognoso é stato quando, alla fine del 2º spettacolo non sono riuscito, nella parte del freestyle yo man, a equilibrare un bastone e una pallina sul naso, dopo che nelle prove ero riuscito a farlo 30 volte di seguito senza mai sbagliare. Fortuna che nessuno capiva le bestemmie e che avevamo dei prodotti tipici alcolici con cui festeggiare e dimenticare dopo lo spettacolo.
- Tornato in patria ho partecipato a un corso di formazione sui racconti alla biblioteca, niente di eccezzzzziunale veramente da riportare.
- Finalmente ho cominciato a lavorare nelle colonie estive, prima con adolescenti e poi con bimbi delle elementari, come l'anno scorso. Ci sono stati momenti, come sempre, in cui ci divertivano piu noi operatori che i ragazzi. Mi sono divertito moltissimo tranne quando, nuotando a delfino con gli occhi chiusi in una piscina di 60cm, ho sbattuto il naso sul pavimento provocandomi un'escoriazione a forma di nuvoletta con fulmine per la quale Harry Potter venderebbe la mamma (che tanto é gia morta) a Voldermort.
- Finito il primo mese di lavoro, per non stancarmi troppo, ho preso ferie e siamo andati (io e la mia crew yo man) [vuol dire io, la janeca e delle amiche] al fantastico festival Andanças [FREAK FOR A WEEK], un festival internazionale di danze tradizionali in mezzo al portogallo. Con grande allegria sono stato invitato a raccontare storie attorno al fuoco la sera e con grande allegria ho ricevuto il mio biglietto gratis, l'invito per la janeca, le spese per la benzina e i miei pasti. Le serate attorno al fuoco non erano esattamente il mio stile per raccontare, in compenso un giorno abbiamo partecipato a un escursione in un paesino vicino, di 30 o 35 persone, dove i vecchi del paese ci hanno raccontato tante cose, dove abbiamo danzato la danza del mastro e dove ho raccontato la storia del Vajont e cantare (con sottotitoli) "e la dis..." in un fantastico frantoio vecchio vecchissimo e dove mi sono divertito tantissimo. Negli ultimi giorni il festival era super pieno, i laghetti li vicino anche e un incendio minacciava la valle, quindi abbiamo deciso di tornare a casa la mattina dell'ultimo giorno, risparmiandoci cosi l'evacuazione pomeridiana della protezione civile per l'incombente incendio.
- Seconda settimana di ferie ufficiali dedicata alla famiglia con visite, bagni in piscina e cenette.
- Seconda metá di agosto con mais um turno di colonia estiva, di nuovo con adolescenti, dove ho potuto fare il battesimo del sub deducendo che un battesimo basta e avanza e capendo che a me l'acqua piace dolce e solida. Inoltre, sempre in piscina, mangiano una mela ho rotto la porcellana del mio dente-finto-che-nessuno-sa-che-é-finto-perché-sembra-vero provocandomi un danno monetario di 40euri.
[present]
- 2 settimane per sbrigare delle commisioni a lisbona, inscrivermi all'uni, chiedere la residenza e inscrivermi all'AIRE, dar via un gas vecchio, fare le pulizie, dormire di piú, pagare l'affitto, cercare un pacco che ormai é al macero [argh sigh sob], mandare mail, scrivere almeno un post, chiaccherare con gli amici e altre cose che ora non mi ricordo.
[future]
- il 20 ricomincio le lezioni ma dal 16 al 18 parteciperó al fantastico festival di narrazione orale Palavras Andarilhas a Beja, nel sud. Andró li a raccontare nella prima serata e poi nelle attivitá che decorrono durante tutto il giorno. As Palavras Andarilhas sono IL festival di narrazione in Portogallo, vengono organizzate ogni due anni da LA contastorie portoghese e pensare che vado li a raccontare mi fa venire ogni volta una lacrimuccia no canto do olho. e in piu mi pagano come un vero artista oh yeah.

venerdì 5 marzo 2010

due piccole considerazioni senza importanza

1- Ma che ce frega, ma che ce importa,
se l'oste ar vino c'ha messo l'acqua,
e noi je dimo, e noi je famo,
c'hai messo l'acqua, e nun te pagamo
(La societá dei magnaccioni)
 
Non poteva che essere una canzone romana. Infatti qualcuno Ha mai provato a mescolare il vino con l'acqua in una valle del veneto o del trentino? Se qualcuno se ne accorge ti sfascia tutto il locale.
 
2- il precariato di noi ggiovani, molto prima di essere un aspetto del mondo del lavoro, é una struttura mentale. La nostra generazione é stata abituata a forza a pensare a mille piccoli progetti allo stesso tempo e a imparare a gestirli tutti assieme. è un po' come scrivere al computer, parlare su skype, ascoltare musica e mangiare, tutto allo stesso tempo.

mercoledì 17 febbraio 2010

ma io come razzolo?

passo le giornate, e le serate, a cena con la janeca, a lamentarmi della poca serietá della gente, del fancazzismo dei lavoratori, del fatto che voglio fare un lavoro che non é preso sul serio e potrebbe essere importantissimo, della gente che non é professionale in quello che fa, della lentezza portoghese cosí simile all'italiana e di tutto quello che va male. e poi quando, come oggi, propongo un progetto medio-figo a un centro giovani mi ritrovo a parlare con un tipo un po' sfattone, ma che prende la cosa veramente sul serio, che analizza aspetti positivi e negativi, che mi parla di progetto a medio termine, di periodo di diagnostico e di divulgazione, di creazione di un gruppo, di valutazione intermedia e finale, di calendarizzazione, di obiettivi e di impatto reale sui ragazzi, di azioni per strada, di difficoltá mie e di un sicuro aiuto loro, di un lavoro di squadra e che prende questo lavoro veramente sul serio (pur restano uno sfattone sciallato senza stress apparente mi spavento? dico di si, ma poi camminando verso l'autobus penso di essermi messo in un impresa piú grande di me?ma, alla fine, io come razzolo?saró uno di quelli stupidi che si lamentano e non vogliono cambiare nulla?

martedì 16 febbraio 2010

Legendário 2.0


la grande vittoria riportata oggi nel mondo della meccanica inutile non puó essere celebrata solo con uno stupido aggiornamento dello stato su facebook. dobbiamo riprenderci il tempo e l uso dei nostri blog e lasciare perdere un po lo stupido faccialibro. e visto che vogliamo dare il buon esempio ecco a voi il resoconto dettagliato della vittoria sulla meccanica inutile che mi fa perdere dieci ore a settimana ma che mi diverte tantissimo, molto piú del fare jogging per intenderci.

come sapete, e se non lo sapete lo scoprite adesso, sto cominciando a lavorare come contador di storie. nella mia ricerche tra libri e tradizioni ho scoperto che la canzone bellunese "E la dis" magistralmente interpretata dai belumat ha un suo corrispettivo in portoghese, la canzone dello scarafaggio. per questo ho presentato, grazie al contributo del suonatore e amico Kant, una versione cantata da me (argh!) in dialetto della suddetta "E la dis" costruendo una rudimentale macchina per sottotitoli composta da una cassa in legno di bottiglie di vino, 2 tubi di cartone e una striscia di carta con i sottotitoli.

la performance ha avuto cosí tanto successo (dicono loro) che ho deciso di pimpare il Legendario (la rudimentale macchina per sottotitoli) trasformandolo nel Legendario 2.0. per fare questo ho comprato al mercato un pacco pignoni di una bici, convito di smontarlo facilemente e ottenere cosí 7 ruote dentate. l'operazione di smontaggio non si é rivelata facile e la vittoria di oggi consiste proprio nello smontaggio dell'odiato pacco pignoni. ora basta trovarne uno uguale per avere 3 ruote dentate per il Legendario 2.0, uno piú grande e due uguali piú piccole. dopodiche basterá montare le tre ruote dentate sulla cassa in legno delle bottiglie di vino, attaccare i tubi di cartone alle due ruote uguali, collegare il tutto con una catena da bici che ho giá preso al mercato e costruire una manovella nella ruota piú grande con un tubo, del fil di ferro e una pallina. Otterremo cosí il Legendario 2.0, una macchina meccanica per sottotitoli, dove il contador (cioe io) potrá girare la manovella della ruota piú grande facendo scorrere i sottotitoli tra le due ruote minori. gli exit poll dicono che sará un successo internazionale, caso contrario sará colpa dei giudici di sinistra. comunicheremo le fasi successive del processo inventivo.

martedì 9 febbraio 2010

la repubblica degli stagisti

si ricomincia finalmente a lavorare nell'allegra repubblica degli stagisit. ieri primo giorno, presentazioni, orari, permessi uscita e buoni premio. oggi invio mail e controllo di tre dico tre spaventose liste di contatti disordinati a cui trovare un padrone. sono a quota 1 e 1/2, il resto lo finisco giovedí. sono tutti simpatici tranne le due kazache che sono un po' burbere, ma forse é solo laprima impressione, oggi volevo offrirgli un po' della mia fantastica arancia alentejana, ma non c'é stata l'occasione e non ho voluto interrompere la loro conversazione in kazaco. a presto nuove news.

mercoledì 3 febbraio 2010

festa in succursale

impossibilitati a partecipare al big show a trent (e pieni di saudade) ecco il risultato della nostra piccola festa per dani nella succursale lisboeta di largocarduccigrad


congratulazioni dotto'

mercoledì 20 gennaio 2010

radio

stanno rifacendo il tetto della casa accanto alla nostra, finalmente. gli operai ascoltano la radio (o cantano a squarcigola) e noi siamo al secondo piano, quindi io ascolto la radio con loro. la radio portoghese non é un granché, lo so giá da quando lavoravo sullo scuolabus, ma grazie a questi operai mi é venuta l'idea di registrare uno spot per la radio per la divulgazione immaginaria di un progetto che abbiamo presentato all'uni, integrar a brincar. quindi in una serata con l'amico Andre abbiamo registrato e montato questo video, che é l unione di 5 spot in 5 lingue differenti. è mal montato, nel senso che a volte le musiche sono troppo basse, ma nella presentazione in classe é andato bene e pace. ora sto aspettando il voto.



il fatto é che a zoldo non si ascolta la radio, perche ce ne sono molto poche e continuano a cambiare di stazione ogni volta che cambi frazione. A zoldo si ascolta la radio solo a partire da longarone, quando, finita la strada del canale, di 20 km (dove si ascoltano i cd in macchina) puoi finalmente sintonizzarti sulla radio che il resto del mondo usa, vale a dire tutte le stazioni che si prendono. dico tutte le stazioni perche io continuo a cambiare radio in cerca di una canzone che abbia voglia di ascoltare o un buon programma. la ricerca é difficile si passa da radio due, a radio radicale e radio sherwood (solo dopo belluno) incontrando a volte le radio di provincia con gli annunci di scambio/vendo e le dediche. la piacevole sorpresa, a natale, é stata radio tre, che la mattina presenta letture di libri nel programma Ad Alta Voce. le puntate sono disponibili on line, in questi giorni leggono il mago di oz e sotto ci sono tutti i libri che hanno gia letto.ecco ora abbiamo cominciato, la sera, a spegnere la tv e ascoltare il mago di oz, facendo un puzzle difficilissimo ehehhe, e sono molto contento  di questo.
e sul sito di radio tre ci aspetta anche il gigante e il mago, storia di natale di capossela. oh yeah

domenica 6 dicembre 2009

No-berlusconi day em lisboa




piú di 300 persone dati non della questura
il nostro guestbook ha superato, appunto, le 300 firme
con italiani, portoghesi, altri europei, africani, iraniani (no, forse era solo uno) e molte altre persone
Concerto dell'Anonima Nuvolari e dos Ritmos de Resistencia
grazie a albertina di roma per il video

martedì 17 novembre 2009

Decameron, Terza Giornata, Prima Novella: Le corna di Cristo

Terza Giornata

Novella prima


Masetto da Lamporecchio si fa mutolo e diviene ortolano di uno monistero di donne, le quali tutte concorrono a giacersi con lui.


Le corna di Cristo
Bellissime donne, assai sono di quegli uomini e di quelle femine che sì sono stolti, che credono troppo bene che, come ad una giovane è sopra il capo posta la benda bianca e in dosso messale la nera cocolla, che ella più non sia femina né più senta de' feminili appetiti se non come se di pietra l'avesse fatta divenire il farla monaca; e se forse alcuna cosa contra questa lor credenza n'odono, così si turbano come se contra natura un grandissimo e scelerato male fosse stato commesso, non pensando né volendo aver rispetto a sé medesimi, li quali la piena licenzia di poter far quel che vogliono non può saziare, né ancora alle gran forze dell'ozio e della solitudine. E similmente sono ancora di quegli assai che credono troppo bene che la zappa e la vanga e le grosse vivande e i disagi tolgano del tutto a'lavoratori della terra i concupiscibili appetiti e rendan loro d'intelletto e d'avvedimento grossissimi. Ma quanto tutti coloro che così credono sieno ingannati, mi piace, poi che la reina comandato me l'ha, non uscendo della proposta fatta da lei, di farvene più chiare con una piccola novelletta.

In queste nostre contrade fu, ed è ancora, un monistero di donne assai famoso di santità (il quale io non nomerò per non diminuire in parte alcuna la fama sua), nel quale, non ha gran tempo, non essendovi allora più che otto donne con una badessa, e tutte giovani, era un buono omicciuolo d'un loro bellissimo giardino ortolano, il quale, non contentandosi del salario, fatta la ragion sua col castaldo delle donne, a Lamporecchio, là ond'egli era, se ne tornò. Quivi, tra gli altri che lietamente il raccolsono, fu un giovane lavoratore forte e robusto e, secondo uom di villa, con bella persona e con viso assai piacevole, il cui nome era Masetto; e domandollo dove tanto tempo stato fosse. Il buono uomo, che Nuto avea nome, gliele disse. Il quale Masetto domandò, di che egli il monistero servisse.

A cui Nuto rispose: - Io lavorava un loro giardino bello e grande e, oltre a questo, andava alcuna volta al bosco per le legne, attigneva acqua e faceva cotali altri servigetti; ma le donne mi davano sì poco salaro, che io non ne potevo appena pure pagare i calzari. E, oltre a questo, elle son tutte giovani e parmi ch'elle abbiano il diavolo in corpo, ché non si può far cosa niuna al lor modo; anzi, quand'io lavorava alcuna volta l'orto, l'una diceva: - Pon qui questo -; e l'altra: - Pon qui quello -; e l'altra mi toglieva la zappa di mano e diceva: - Questo non sta bene -; e davanmi tanta seccaggine, che io lasciava stare il lavorio e uscivami dell'orto; sì che, tra per l'una cosa e per l'altra, io non vi volli star più e sonmene venuto. Anzi mi pregò il castaldo loro, quando io me ne venni, che, se io n'avessi alcuno alle mani che fosse da ciò, che io gliele mandassi, e io gliele promisi; ma tanto il faccia Dio san delle reni, quanto io o ne procaccerò o ne gli manderò niuno.

A Masetto, udendo egli le parole di Nuto, venne nell'animo un disidero sì grande d'esser con queste monache, che tutto se ne struggea, comprendendo per le parole di Nuto che a lui dovrebbe poter venir fatto di quello che egli disiderava. E avvisandosi che fatto non gli verrebbe se a Nuto ne dicesse niente, gli disse: - Deh come ben facesti a venirtene! Che è un uomo a star con femine? Egli sarebbe meglio a star con diavoli: elle non sanno delle sette volte le sei quello che elle si vogliono elleno stesse.

Ma poi, partito il lor ragionare, cominciò Masetto a pensare che via dovesse tenere a dovere potere esser con loro; e conoscendo che egli sapeva ben fare quegli servigi che Nuto diceva, non dubitò di perder per quello, ma temette di non dovervi esser ricevuto per ciò che troppo era giovane e appariscente. Per che, molte cose divisate seco, imaginò: - Il luogo è assai lontano di qui e niuno mi vi conosce; se io so far vista d'esser mutolo, per certo io vi sarò ricevuto -.

E in questa imaginazione fermatosi, con una sua scure in collo, senza dire ad alcuno dove s'andasse, in guisa d'un povero uomo se n'andò al monistero; dove pervenuto, entrò dentro e trovò per ventura il castaldo nella corte; al quale faccendo suoi atti come i mutoli fanno, mostrò di domandargli mangiare per l'amor di Dio e che egli, se bisognasse, gli spezzerebbe delle legne. Il castaldo gli diè da mangiar volentieri, e appresso questo gli mise innanzi certi ceppi che Nuto non avea potuto spezzare, li quali costui, che fortissimo era, in poca d'ora ebbe tutti spezzati. Il castaldo, che bisogno avea d'andare al bosco, il menò seco, e quivi gli fece tagliate delle legne; poscia, messogli l'asino innanzi, con suoi cenni gli fece intendere che a casa ne le recasse. Costui il fece molto bene, per che il castaldo a far fare certe bisogne che gli eran luogo più giorni vel tenne. De quali avvenne che uno dì la badessa il vide, e domandò il castaldo chi egli fosse.

Il quale le disse: - Madonna, questi è un povero uomo mutolo e sordo, il quale un di questi dì ci venne per limosina, sì che io gli ho fatto bene, e hogli fatte fare assai cose che bisogno c'erano. Se egli sapesse lavorar l'orto e volesseci rimanere, io mi credo che noi n'avremmo buon servigio, per ciò che egli ci bisogna, ed egli è forte e potrebbene l'uom fare ciò che volesse; e, oltre a questo, non vi bisognerebbe d'aver pensiero che egli motteggiasse queste vostre giovani.

A cui la badessa disse: - In fè di Dio tu di'il vero. Sappi se egli sa lavorare e ingegnati di ritenercelo; dagli qualche paio di scarpette qualche cappuccio vecchio, e lusingalo, fagli vezzi, dagli ben da mangiare.

Il castaldo disse di farlo. Masetto non era guari lontano, ma faccendo vista di spazzar la corte tutte queste parole udiva, e seco lieto diceva: - Se voi mi mettete costà entro, io vi lavorrò sì l'orto che mai non vi fu così lavorato -.

Ora, avendo il castaldo veduto che egli ottimamente sapea lavorare e con cenni domandatolo se egli voleva star quivi, e costui con cenni rispostogli che far voleva ciò che egli volesse, avendolo ricevuto, gl'impose che egli l'orto lavorasse e mostrogli quello che a fare avesse; poi andò per altre bisogne del monistero, e lui lasciò. Il quale lavorando l'un dì appresso l'altro, le monache incominciarono a dargli noia e a metterlo in novelle, come spesse volte avviene che altri fa de'mutoli, e dicevangli le più scelerate parole del mondo, non credendo da lui essere intese; e la badessa, che forse estimava che egli così senza coda come senza favella fosse, di ciò poco o niente si curava.

Or pure avvenne che costui un dì avendo lavorato molto e riposandosi, due giovinette monache, che per lo giardino andavano, s'appressarono là dove egli era, e lui che sembiante facea di dormire cominciarono a riguardare. Per che l'una, che alquanto era più baldanzosa, disse all'altra: - Se io credessi che tu mi tenessi credenza, io ti direi un pensiero che io ho avuto più volte, il quale forse anche a te potrebbe giovare.

L'altra rispose: - Di'sicuramente, ché per certo io nol dirò mai a persona.

Allora la baldanzosa incominciò: - Io non so se tu t'hai posto mente come noi siamo tenute strette, né che mai qua entro uomo alcuno osa entrare, se non il castaldo ch'è vecchio e questo mutolo; e io ho più volte a più donne, che a noi son venute, udito dire che tutte l'altre dolcezze del mondo sono una beffa a rispetto di quella quando la femina usa con l'uomo. Per che io m'ho più volte messo in animo, poiché con altrui non posso, di volere con questo mutolo provare se così è. Ed egli è il miglior del mondo da ciò costui; ché, perché egli pur volesse, egli nol potrebbe né saprebbe ridire. Tu vedi ch'egli è un cotal giovanaccio sciocco, cresciuto innanzi al senno; volentieri udirei quello che a te ne pare.

- Ohimè! - disse l'altra, - che è quello che tu di'? Non sai tu che noi abbiam promesso la virginità nostra a Dio?

- Oh, - disse colei, - quante cose gli si promettono tutto '1 dì, che non se ne gli attiene niuna! se noi gliele abbiam promessa, truovisi un'altra o dell'altre che gliele attengano.

A cui la compagna disse: - O se noi ingravidassimo, come andrebbe il fatto?

Quella allora disse: - Tu cominci ad aver pensiero del mal prima che egli ti venga; quando cotesto avvenisse, allora si vorrà pensare; egli ci avrà mille modi da fare sì che mai non si saprà, pur che noi medesime nol diciamo.

Costei, udendo ciò, avendo già maggior voglia che l'altra di provare che bestia fosse l'uomo, disse: - Or bene, come faremo?

A cui colei rispose: - Tu vedi ch'egli è in su la nona; io mi credo che le suore sien tutte a dormire, se non noi; guatiam per l'orto se persona ci è, e s'egli non ci è persona, che abbiam noi a fare se non a pigliarlo per mano e menarlo in questo capannetto, là dove egli fugge l'acqua; e quivi l'una si stea dentro con lui e l'altra faccia la guardia? Egli è sì sciocco, che egli s'acconcerà comunque noi vorremo.

Masetto udiva tutto questo ragionamento, e disposto ad ubidire, niuna cosa aspettava se non l'esser preso dall'una di loro. Queste, guardato ben per tutto e veggendo che da niuna parte potevano esser vedute, appressandosi quella che mosse avea le parole a Masetto, lui destò, ed egli incontanente si levò in piè. Per che costei con atti lusinghevoli presolo per la mano, ed egli faccendo cotali risa sciocche, il menò nel capannetto, dove Masetto senza farsi troppo invitare quel fe ce che ella volle. La quale, sì come leale compagna, avuto quel che volea, diede all'altra luogo, e Masetto, pur mostrandosi semplice, faceva il lor volere. Per che avanti che quindi si dipartissono, da una volta in su ciascuna provar volle come il mutolo sapea cavalcare; e poi, seco spesse volte ragionando, dicevano che bene era così dolce cosa, e più, come udito aveano; e prendendo a convenevoli ore tempo, col mutolo s'andavano a trastullare.

Avvenne un giorno che una lor compagna, da una finestretta della sua cella di questo fatto avvedutasi, a due altre il mostrò. E prima tennero ragionamento insieme di doverle accusare alla badessa; poi, mutato consiglio e con loro accordatesi, partefici divennero del podere di Masetto. Alle quali l'altre tre per diversi accidenti divenner compagne in vari tempi. Ultimamente la badessa, che ancora di queste cose non s'accorgea, andando un dì tutta sola per lo giardino, essendo il caldo grande, trovò Masetto (il qual di poca fatica il dì, per lo troppo cavalcar della notte, aveva assai) tutto disteso al l'ombra d'un mandorlo dormirsi, e avendogli il vento i panni dinanzi levati indietro, tutto stava scoperto. La qual cosa riguardando la donna, e sola vedendosi, in quel medesimo appetito cadde che cadute erano le sue monacelle; e, destato Masetto, seco nella sua camera nel menò, dove parecchi giorni, con gran querimonia dalle monache fatta che l'ortolano non venia a lavorar l'orto, il tenne, provando e riprovando quella dolcezza la qual essa prima all'altre solea biasimare.

Ultimamente della sua camera alla stanza di lui rimandatolne, e molto spesso rivolendolo, e oltre a ciò più che parte volendo da lui, non potendo Masetto sodisfare a tante, s'avvisò che il suo esser mutolo gli potrebbe, se più stesse, in troppo gran danno resultare. E perciò una notte colla badessa essendo, rotto lo scilinguagnolo, cominciò a dire: - Madonna, io ho inteso che un gallo basta assai bene a dieci galline, ma che dieci uomini possono male o con fatica una femina sodisfare, dove a me ne conviene servir nove, al che per cosa del mondo io non potrei durare; anzi son io, per quello che infino a qui ho fatto, a tal venuto che io non posso far né poco né molto; e perciò o voi mi lasciate andar con Dio, o voi a questa cosa trovate modo.

La donna udendo costui parlare, il quale ella teneva mutolo, tutta stordì, e disse: - Che è questo? Io credeva che tu fossi mutolo.

- Madonna, - disse Masetto - io era ben così, ma non per natura, anzi per una infermità che la favella mi tolse, e solamente da prima questa notte la mi sento essere restituita, di che io lodo Iddio quant'io posso.

La donna sel credette, e domandollo che volesse dir ciò che egli a nove aveva a servire. Masetto le disse il fatto. Il che la badessa udendo, s'accorse che monaca non avea che molto più savia non fosse di lei; per che, come discreta, senza lasciar Masetto partire, dispose di voler colle sue monache trovar modo a questi fatti, acciò che da Masetto non fosse il monistero vituperato. Ed essendo di que'dì morto il lor castaldo, di pari consenatimento, apertosi tra tutte ciò che per addietro da tutte era stato fatto, con piacer di Masetto ordinarono che le genti circustanti credettero che, per le loro orazioni e per gli meriti del santo in cui intitolato era il monistero, a Masetto, stato lungamente mutolo, la favella fosse restituita, e lui castaldo fecero; e per sì fatta maniera le sue fatiche partirono, che egli le poté comportare. Nelle quali, come che esso assai monachin generasse, pur sì discretamente procedette la cosa che niente se ne sentì se non dopo la morte della badessa, essendo già Masetto presso che vecchio e disideroso di tornarsi ricco a casa; la qual cosa saputa, di leggier gli fece venir fatto.

Così adunque Masetto vecchio, padre e ricco, senza aver fatica di nutricar figliuoli o spesa di quegli, per lo suo avvedimento avendo saputo la sua giovanezza bene adoperare, donde con una scure in collo partito s'era se ne tornò, affermando che così trattava Cristo chi gli poneva le corna sopra 'l cappello.

Opinioni, idee & suggerimenti per la rappresentazione in palco
Via alle telefonate!

lunedì 16 novembre 2009

A estranha história de Capuchinho Vermelho (shadow edition)




Dal corso di Prática teatral, alla mia universitá.

Non c'é la mia parte della storia, visto che dovevo stare dietro lo schermo e non potevo filmare

sabato 7 novembre 2009

QUESTO TRENTINO nº 9, ottobre 2009

Lettera dall’altro mondo

Avranno chiuso la porta al berlusconismo?
Il Portogallo dopo le elezioni del 27 settembre
di Matia Losego & Janeca Dornelas
Per un italiano all’estero, per lo meno in Europa, è difficile staccarsi dalla politica italiana e seguire la politica locale. È difficile, qui, perché il nostro primo ministro è presente ogni settimana sui giornali portoghesi con una sua affermazione, per l’ennesimo scandalo mondano o nella rubrica i migliori e i peggiori della settimana, comparendo troppo spesso nella seconda categoria. Con sorpresa e una certa dose di vergogna abbiamo scoperto che qui l’esempio italiano è studiato nelle facoltà di politica e giornalismo come esempio europeo di instabilità di governo.

Il Portogallo, nel nostro immaginario, continua invece ad essere la terra della rivoluzione dei garofani, del 25 aprile 1974 (casuale e affascinante analogia con il 25 aprile italiano) e del mettete dei fiori nei vostri cannoni. Il fatto che la rivoluzione qui sia un fatto storico recente implica una forte presenza degli ideali dell’epoca e le stesse persone che hanno partecipato alla politica prima e dopo la rivoluzione, come Mario Soares, ex Presidente della Repubblica, hanno ancora una grande influenza nel dibattito politico, pur non essendo più rappresentanti istituzionali.

La recente campagna elettorale è stata, soprattutto nelle ultime due settimane, come al solito, centrata sull’attacco ai rivali politici e sulla comparazione di questi con Salazar, il vecchio dittatore fascista. Le proposte e le nuove strategie politiche sono rimaste chiuse nelle pagine dei programmi che nessuno legge e tutti sventolano in aria come la Bibbia.

Domenica sera (27 settembre) si è assistito allo spoglio delle schede elettorali e ai relativi messaggi dei candidati. Il dato più importante è che il Partito Socialista di José Socrates, ora al secondo mandato, ha perso la maggioranza assoluta che aveva ottenuto nelle precedenti elezioni del 2005, passando da 120 a 96 deputati su un totale di 226, pur continuando a essere il partito di maggioranza. Probabilmente questo calo ha a che vedere con le riforme strutturali (ad esempio del sistema di valutazione dei professori) che il governo socialista ha attuato nella precedente legislatura, scontrandosi duramente con i sindacati, e al fatto che non è ancora stata delineata una strategia chiara in risposta alla crisi internazionale. Manuela Ferreira Leite, candidata del PSD (centro destra) è stata battuta ed è stata la prima a riconoscere la sconfitta del suo partito. Ma i veri vincitori sono stati il CDS-PP, un partito di destra (al parlamento europeo nel PPE con il PSD) che cavalca i temi della sicurezza e della legalità, e il Bloco de Esquerda della sinistra alternativa.

La questione centrale, ora, sarà vedere con chi deciderà di allearsi il PS, o chi accetterà di farlo, considerando gli attacchi rivolti da più parti alla politica dell’ultimo governo. Le due opzioni sono una coalizione di sinistra, fra PS, Bloco de Esquerda, comunisti e verdi, o una singolare alleanza tra centro sinistra (PS) e destra (CDS-PP) lasciando da parte il centro destra (PSD). Nei messaggi a caldo della notte elettorale sono continuate le polemiche e gli attacchi contro il primo ministro e le sue repliche, ma molto probabilmente la necessità di un governo stabile porterà a una decisione, dopo una accesa contrattazione riguardante le poltrone dei ministeri.

Nell’opinione pubblica, questa la sensazione, si è tirato un sospiro di sollievo per la mancata elezione di Manuela Ferreira Leite, esponente dell’area più conservatrice del suo partito, e abbastanza rigida su questioni importanti come l’uguaglianza dei diritti per le coppie omosessuali.

Il fatto che la vera vittoria (per lo meno morale) sia andata a partiti alternativi al sistema bipolare, il CDS-PP e il Bloco, potrebbe significare che i portoghesi non vogliono giocare al berlusconismo (riusciremo mai, da italiani all’estero, a staccarci dal panorama del Belpaese almeno nei tentativi di analisi della politica estera?). In questi ultimi anni e in questa campagna elettorale, infatti, si sono riviste alcune delle caratteristiche tipiche della situazione italiana, con il premier sempre in primo piano, ad accusare i giornalisti di “caccia all’uomo”, e con gli altri partiti ad attaccare più la sua persona che le sue politiche, enfatizzando gli scandali e i sospetti su di lui e cercando, allo stesso tempo, di vincere il campione al suo stesso gioco.

In questo clima resta da vedere, a questo punto, con chi si alleerà il Partito Socialista e soprattutto quali saranno le strategie contro la crisi internazionale; e se il nuovo governo saprà rispondere alla domanda di cambiamento e alla necessità di misure sociali e politiche contro la disoccupazione, sopra il 9% nel secondo trimestre del 2009.

grazie luca!

mercoledì 21 ottobre 2009

neonati

lunedí é nato miguel, fratello di inês, cugino della janeca e credo diciottesimo nipote della mamma della janeca, benvenuto!

lunedí é nato www.piccoloteatrocontagioso.blogspot.com

per un progetto dell'universitá, in un corso di teatro.
Denis, se vuole, puó considerarsi padrino del piccoloteatrocontagioso
(e quindi sganciare regali a s.Nicoló, natale e befana)

lunedì 28 settembre 2009

L'uva e il vino

un vignaiolo in agonia parlò nell'orecchio a Marcela. Prima di morire, le confidò il suo segreto. "L'uva", le sussurrò, "è fatta di vino".
Me l'ha raccontato Marcela Pérez-Silva. E io ho pensato: se l'uva è fatta di vino, forse noi siamo le parole che raccontano quello che siamo.
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Eduardo Galeano
Il libro degli abbracci
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questo libro mi prende e mi lascia e poi mi riprende, neanche fossi una bambola.

martedì 15 settembre 2009

proibissem a saudade

A saudade é uma fenix,


tu a matas, mas sabes que ela volterá sempre a nascer das próprias cinzas.

fogo...

giovedì 10 settembre 2009

3,2,1...

Blog momentaneamente sospeso per trasferta trentina dell'autore e coautrice.
Appuntamento in centro e a tut gardol en festa.

giovedì 3 settembre 2009

museo effimero



e domani il nostro/vostro(?!) eroe/turista per caso si dedicherá al museo effemero!
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oh yeah!




ricordiamo che turistare stanca, forse, seguendo l'esempio di luca, dovrei turistare con lentezza.

mercoledì 19 agosto 2009

saggezza populá

zuiba

vegnuda

stemana

sen'zuda


Questo é sicuramente uno dei miei proverbi preferiti, "quando arriva giovedí, la settimana se ne é giá andata". é perfetto e soprattutto é vero, tutti (io compreso) odiano il lunedí (non solo per il processo di Biscardi), martedí é solo il giorno dopo il lunedí, mercoledí é giá vigilia del giovedí quindi rallegra, giovedí c'é il proverbio, venerdí é giá finita, sabato mon amour, domenica buuuu (come sostiene anche il leopardi).


Possiamo quindi analizzare la curva di felicitá che si manifesta a partire da mercoledí sera, si stabilizza il giovedí, raggiunge il suo apice venerdi sera e sabato mattina (senza sveglia!) e finisce miseramente domenica pomeriggio dove non c'é mai niente da fare.


e allora te, caro lettore, non cominci a sentirti piú felice oggi?
VIVA IL GIOVEDÍ!
PIÚ GIOVEDÍ PER TUTTI!

mercoledì 29 luglio 2009

scusate il ritardo

si lo so che sono in ritardo con i post e con le notizie che aprono il TG1 o a RTP1


scusate

mercoledì 17 giugno 2009

1º ano, feito


qui la scala é in ventesimi e la sufficienza é 10, chevvicredavate?

ho deciso che sono stato bocciato fin troppe volte a Mesiano per essere bocciato anche qui

yeah

Marchas populares

S.Antonio, festa di birrette, sardine, matrimoni collettivi e marcie popolari.

Il Comune di Lisbona organizza ogni anno, a s. antónio (di lisboa e/o di padova) le marcie popolari, dando dei soldi ai quartieri che si organizzano per preparare una sfilata di costumi, archi, musiche e canzoni. Ok, é un invenzione salazarista e si nota dai temi dei vari quartieri, tipo le scoperte portoghesi, il mare, i lavori di una volta, ma il castelo fa la differenza. Al castelo (di S.Jorge, quello del drago) viveva una nostra amica che é costumista, l'anno scorso ha vinto la categoria dei costumi delle marcie popolari e quest'anno ha convinto il quartiere del castelo ha lasciare perdere questi temi salazaristi e a mascherarsi da scacchi. Poi ha fatto i costumi, gli archi e ha litigato mille volte con le sarte e i tecnici. Nei giorni della marcia, in un mega palasport e poi, il 12 sera, nella strada principale della cittá, siamo andati a aiutarla a preparare i marcianti (52 o una cosa del genere). La janeca truccava le donne stile Cirque do Soleil io ero il trova robe o l'attacca fettuccie nei tamburelli. Nel palasport alla fine noi siamo rimasti fra il pubblico, avendo cosi il piacere di vedere anche una minirissa tra tifoserie avversarie (we are not tipical, recitava un graffito tempo fa), ma nell avenida da libertade siamo rimasti con lei a fare gli ultimi ritocchi, tipo spruzzare uno spray con brillantini (secondo me tossico) in faccia a tutti e soprattutto abbiamo sfilato nell'avenida con i marcianti e con ritinha (questa nostra amica) come tecnici yeah. In realta io nell'avenida non ho fatto niente, solo avevo un rotolone di scotch appeso al marsupio e mi sforzavo a fare la faccia da tecnico concentrato, ma la janeca per esempio ha riparato scarpe rosse col tacco (attaccandole direttamente al piede con nastro adesivo, zitta, soffri e danza). Passavamo tra il pubblico, separato da noi dalle transenne, come passano i tecnici dei grandi concerti, ahahah. Beh insomma alla fine il castelo ha vinto! ha vinto il concorso principale a pari merito con Alfama (quelli che non sono tipici) e ha vinto anche, sempre a pari merito, la sezione costumi, la sezione archi (tutto lavoro di ritinha, vivaviva) e la coreografia. yeah

ninguem para o castelo

ninguem para o castelo

ninguem para o castelo

questo é il video dello spettacolo principale dell'avenida, nel concorso é obbrigatorio che siano i marcianti a cantare le canzoni, con tutto quello che implica, ahahah

Toca a alvorada

e o Castelo acorda logo

marcha compassada

que este bairro tem de cor

Lembra aquela espada

transformada em cruz de fogo

para um Portugal maior

il testo non ha nessun senso, ma é una di quelle canzoni che esaltano le folle

e ah, siamo anche tra i ringraziamenti, io sono semplicemente Matia, come quando c'é un unico nero nei film dei teenagers americani

ma in veritá siamo noi che ringraziamo Ritinha

venerdì 22 maggio 2009

cirque do soleil VAREKAI

pa', não dá para acreditar, mas acreditem!

obrigado meu amor, obrigado ao cirque!

lunedì 4 maggio 2009

lumacablog

consegnata oggi la relazione del mio stage, che valendo 14 crediti (chiça!) puó essere considerata una tesina. hihihi. ringraziamo caui per l'aiuto grafico e janeca per la pazienza.
oggi invece a lezione abbiamo cominciato a lavorare in flash. ecco il primo risultato:




ok, i disegni e la foto non sono miei, ce li ha dati il prof,ma chemmenefregaamme? ho fatto la mia prima animazione in flash!yeah!
ora ci lanciamo nella produzione della filastrocca "Cosa ci vuole" di Rodari (per fare un tavolo, ci vuole in legno, x fare il legno...) con l'obiettivo di promuovere la lettura
yeah!

venerdì 24 aprile 2009

loop

Era uma vez três,
dois austríacos e um inglês.


O inglês, que era mais forte,
Sacou a espada e…
Zás fras stras.


Mas não matou.
Querem saber o que se passou?

lunedì 20 aprile 2009

ombelico del cane


geniale dani
e se volete anche voi deliziarvi con questo generatore (non elettrico, bensí elettronico) di manifesti dell'UDC cliccate qui

giovedì 16 aprile 2009

tornati felici

eccoci ritornati a lx, al lavoro, all'uni, al corso di contadores, a casa nostra.
credo che questi giorni in italia, e soprattutto a trento, siano stati la migliore visita in patria da quando sono partito.
l obbiettivo dichiarato e raggiunto in questi giorni a trento era stare con i nostri amici, bere un caffe, delle birrette, andare a cena, chiaccherare.
e abbiamo fatto proprio questo, solo questo.
tutti, tutti tutti, si disponibilizzavano nel tempo "libero" che avevano per riuscire a vederci e tutti (noi compresi) saltavamo tra gli impegni di un agenda fittissima che niiianche una sta di hollywood, o bollywood. ma erano impegni piacevoli e quindi non pesavano.
volevo ringraziarvi a tutti, amici, per questi giorni strafichi.
qualche cosa dell'italia, e soprattutto di trento, mi manca e mi mancate voi.
ma visite cosi valgono la pena, sono proprio succose succose.
grazie
(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)

giovedì 2 aprile 2009

bere a grandi sorsi



matia si beve il suo bicchiere di piccola gioia.

matia si gongola di avere amici geniali e gentili che rivedrá presto.

(www.ilfunambolo.it)

martedì 17 marzo 2009

Condoms Stop HIV, Pope Stops Condoms, Stop the Pope

"E l'Aids non si vince con preservativi"
L'epidemia di Aids "non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi": è quanto ha affermato Benedetto XVI, durante il suo viaggio verso l'Africa. Il Papa ha indicato come unica strada efficace quella di un "rinnovo spirituale e umano" nella sessualità. (repubblica 17-03-09)

credo che il papa é della corrente di pensiero secondo cui se chi ha l'AIDS ha rapporti con una vergine, guarisce.


VAFFANCULO COGLIONE!