martedì 17 novembre 2009

Decameron, Terza Giornata, Prima Novella: Le corna di Cristo

Terza Giornata

Novella prima


Masetto da Lamporecchio si fa mutolo e diviene ortolano di uno monistero di donne, le quali tutte concorrono a giacersi con lui.


Le corna di Cristo
Bellissime donne, assai sono di quegli uomini e di quelle femine che sì sono stolti, che credono troppo bene che, come ad una giovane è sopra il capo posta la benda bianca e in dosso messale la nera cocolla, che ella più non sia femina né più senta de' feminili appetiti se non come se di pietra l'avesse fatta divenire il farla monaca; e se forse alcuna cosa contra questa lor credenza n'odono, così si turbano come se contra natura un grandissimo e scelerato male fosse stato commesso, non pensando né volendo aver rispetto a sé medesimi, li quali la piena licenzia di poter far quel che vogliono non può saziare, né ancora alle gran forze dell'ozio e della solitudine. E similmente sono ancora di quegli assai che credono troppo bene che la zappa e la vanga e le grosse vivande e i disagi tolgano del tutto a'lavoratori della terra i concupiscibili appetiti e rendan loro d'intelletto e d'avvedimento grossissimi. Ma quanto tutti coloro che così credono sieno ingannati, mi piace, poi che la reina comandato me l'ha, non uscendo della proposta fatta da lei, di farvene più chiare con una piccola novelletta.

In queste nostre contrade fu, ed è ancora, un monistero di donne assai famoso di santità (il quale io non nomerò per non diminuire in parte alcuna la fama sua), nel quale, non ha gran tempo, non essendovi allora più che otto donne con una badessa, e tutte giovani, era un buono omicciuolo d'un loro bellissimo giardino ortolano, il quale, non contentandosi del salario, fatta la ragion sua col castaldo delle donne, a Lamporecchio, là ond'egli era, se ne tornò. Quivi, tra gli altri che lietamente il raccolsono, fu un giovane lavoratore forte e robusto e, secondo uom di villa, con bella persona e con viso assai piacevole, il cui nome era Masetto; e domandollo dove tanto tempo stato fosse. Il buono uomo, che Nuto avea nome, gliele disse. Il quale Masetto domandò, di che egli il monistero servisse.

A cui Nuto rispose: - Io lavorava un loro giardino bello e grande e, oltre a questo, andava alcuna volta al bosco per le legne, attigneva acqua e faceva cotali altri servigetti; ma le donne mi davano sì poco salaro, che io non ne potevo appena pure pagare i calzari. E, oltre a questo, elle son tutte giovani e parmi ch'elle abbiano il diavolo in corpo, ché non si può far cosa niuna al lor modo; anzi, quand'io lavorava alcuna volta l'orto, l'una diceva: - Pon qui questo -; e l'altra: - Pon qui quello -; e l'altra mi toglieva la zappa di mano e diceva: - Questo non sta bene -; e davanmi tanta seccaggine, che io lasciava stare il lavorio e uscivami dell'orto; sì che, tra per l'una cosa e per l'altra, io non vi volli star più e sonmene venuto. Anzi mi pregò il castaldo loro, quando io me ne venni, che, se io n'avessi alcuno alle mani che fosse da ciò, che io gliele mandassi, e io gliele promisi; ma tanto il faccia Dio san delle reni, quanto io o ne procaccerò o ne gli manderò niuno.

A Masetto, udendo egli le parole di Nuto, venne nell'animo un disidero sì grande d'esser con queste monache, che tutto se ne struggea, comprendendo per le parole di Nuto che a lui dovrebbe poter venir fatto di quello che egli disiderava. E avvisandosi che fatto non gli verrebbe se a Nuto ne dicesse niente, gli disse: - Deh come ben facesti a venirtene! Che è un uomo a star con femine? Egli sarebbe meglio a star con diavoli: elle non sanno delle sette volte le sei quello che elle si vogliono elleno stesse.

Ma poi, partito il lor ragionare, cominciò Masetto a pensare che via dovesse tenere a dovere potere esser con loro; e conoscendo che egli sapeva ben fare quegli servigi che Nuto diceva, non dubitò di perder per quello, ma temette di non dovervi esser ricevuto per ciò che troppo era giovane e appariscente. Per che, molte cose divisate seco, imaginò: - Il luogo è assai lontano di qui e niuno mi vi conosce; se io so far vista d'esser mutolo, per certo io vi sarò ricevuto -.

E in questa imaginazione fermatosi, con una sua scure in collo, senza dire ad alcuno dove s'andasse, in guisa d'un povero uomo se n'andò al monistero; dove pervenuto, entrò dentro e trovò per ventura il castaldo nella corte; al quale faccendo suoi atti come i mutoli fanno, mostrò di domandargli mangiare per l'amor di Dio e che egli, se bisognasse, gli spezzerebbe delle legne. Il castaldo gli diè da mangiar volentieri, e appresso questo gli mise innanzi certi ceppi che Nuto non avea potuto spezzare, li quali costui, che fortissimo era, in poca d'ora ebbe tutti spezzati. Il castaldo, che bisogno avea d'andare al bosco, il menò seco, e quivi gli fece tagliate delle legne; poscia, messogli l'asino innanzi, con suoi cenni gli fece intendere che a casa ne le recasse. Costui il fece molto bene, per che il castaldo a far fare certe bisogne che gli eran luogo più giorni vel tenne. De quali avvenne che uno dì la badessa il vide, e domandò il castaldo chi egli fosse.

Il quale le disse: - Madonna, questi è un povero uomo mutolo e sordo, il quale un di questi dì ci venne per limosina, sì che io gli ho fatto bene, e hogli fatte fare assai cose che bisogno c'erano. Se egli sapesse lavorar l'orto e volesseci rimanere, io mi credo che noi n'avremmo buon servigio, per ciò che egli ci bisogna, ed egli è forte e potrebbene l'uom fare ciò che volesse; e, oltre a questo, non vi bisognerebbe d'aver pensiero che egli motteggiasse queste vostre giovani.

A cui la badessa disse: - In fè di Dio tu di'il vero. Sappi se egli sa lavorare e ingegnati di ritenercelo; dagli qualche paio di scarpette qualche cappuccio vecchio, e lusingalo, fagli vezzi, dagli ben da mangiare.

Il castaldo disse di farlo. Masetto non era guari lontano, ma faccendo vista di spazzar la corte tutte queste parole udiva, e seco lieto diceva: - Se voi mi mettete costà entro, io vi lavorrò sì l'orto che mai non vi fu così lavorato -.

Ora, avendo il castaldo veduto che egli ottimamente sapea lavorare e con cenni domandatolo se egli voleva star quivi, e costui con cenni rispostogli che far voleva ciò che egli volesse, avendolo ricevuto, gl'impose che egli l'orto lavorasse e mostrogli quello che a fare avesse; poi andò per altre bisogne del monistero, e lui lasciò. Il quale lavorando l'un dì appresso l'altro, le monache incominciarono a dargli noia e a metterlo in novelle, come spesse volte avviene che altri fa de'mutoli, e dicevangli le più scelerate parole del mondo, non credendo da lui essere intese; e la badessa, che forse estimava che egli così senza coda come senza favella fosse, di ciò poco o niente si curava.

Or pure avvenne che costui un dì avendo lavorato molto e riposandosi, due giovinette monache, che per lo giardino andavano, s'appressarono là dove egli era, e lui che sembiante facea di dormire cominciarono a riguardare. Per che l'una, che alquanto era più baldanzosa, disse all'altra: - Se io credessi che tu mi tenessi credenza, io ti direi un pensiero che io ho avuto più volte, il quale forse anche a te potrebbe giovare.

L'altra rispose: - Di'sicuramente, ché per certo io nol dirò mai a persona.

Allora la baldanzosa incominciò: - Io non so se tu t'hai posto mente come noi siamo tenute strette, né che mai qua entro uomo alcuno osa entrare, se non il castaldo ch'è vecchio e questo mutolo; e io ho più volte a più donne, che a noi son venute, udito dire che tutte l'altre dolcezze del mondo sono una beffa a rispetto di quella quando la femina usa con l'uomo. Per che io m'ho più volte messo in animo, poiché con altrui non posso, di volere con questo mutolo provare se così è. Ed egli è il miglior del mondo da ciò costui; ché, perché egli pur volesse, egli nol potrebbe né saprebbe ridire. Tu vedi ch'egli è un cotal giovanaccio sciocco, cresciuto innanzi al senno; volentieri udirei quello che a te ne pare.

- Ohimè! - disse l'altra, - che è quello che tu di'? Non sai tu che noi abbiam promesso la virginità nostra a Dio?

- Oh, - disse colei, - quante cose gli si promettono tutto '1 dì, che non se ne gli attiene niuna! se noi gliele abbiam promessa, truovisi un'altra o dell'altre che gliele attengano.

A cui la compagna disse: - O se noi ingravidassimo, come andrebbe il fatto?

Quella allora disse: - Tu cominci ad aver pensiero del mal prima che egli ti venga; quando cotesto avvenisse, allora si vorrà pensare; egli ci avrà mille modi da fare sì che mai non si saprà, pur che noi medesime nol diciamo.

Costei, udendo ciò, avendo già maggior voglia che l'altra di provare che bestia fosse l'uomo, disse: - Or bene, come faremo?

A cui colei rispose: - Tu vedi ch'egli è in su la nona; io mi credo che le suore sien tutte a dormire, se non noi; guatiam per l'orto se persona ci è, e s'egli non ci è persona, che abbiam noi a fare se non a pigliarlo per mano e menarlo in questo capannetto, là dove egli fugge l'acqua; e quivi l'una si stea dentro con lui e l'altra faccia la guardia? Egli è sì sciocco, che egli s'acconcerà comunque noi vorremo.

Masetto udiva tutto questo ragionamento, e disposto ad ubidire, niuna cosa aspettava se non l'esser preso dall'una di loro. Queste, guardato ben per tutto e veggendo che da niuna parte potevano esser vedute, appressandosi quella che mosse avea le parole a Masetto, lui destò, ed egli incontanente si levò in piè. Per che costei con atti lusinghevoli presolo per la mano, ed egli faccendo cotali risa sciocche, il menò nel capannetto, dove Masetto senza farsi troppo invitare quel fe ce che ella volle. La quale, sì come leale compagna, avuto quel che volea, diede all'altra luogo, e Masetto, pur mostrandosi semplice, faceva il lor volere. Per che avanti che quindi si dipartissono, da una volta in su ciascuna provar volle come il mutolo sapea cavalcare; e poi, seco spesse volte ragionando, dicevano che bene era così dolce cosa, e più, come udito aveano; e prendendo a convenevoli ore tempo, col mutolo s'andavano a trastullare.

Avvenne un giorno che una lor compagna, da una finestretta della sua cella di questo fatto avvedutasi, a due altre il mostrò. E prima tennero ragionamento insieme di doverle accusare alla badessa; poi, mutato consiglio e con loro accordatesi, partefici divennero del podere di Masetto. Alle quali l'altre tre per diversi accidenti divenner compagne in vari tempi. Ultimamente la badessa, che ancora di queste cose non s'accorgea, andando un dì tutta sola per lo giardino, essendo il caldo grande, trovò Masetto (il qual di poca fatica il dì, per lo troppo cavalcar della notte, aveva assai) tutto disteso al l'ombra d'un mandorlo dormirsi, e avendogli il vento i panni dinanzi levati indietro, tutto stava scoperto. La qual cosa riguardando la donna, e sola vedendosi, in quel medesimo appetito cadde che cadute erano le sue monacelle; e, destato Masetto, seco nella sua camera nel menò, dove parecchi giorni, con gran querimonia dalle monache fatta che l'ortolano non venia a lavorar l'orto, il tenne, provando e riprovando quella dolcezza la qual essa prima all'altre solea biasimare.

Ultimamente della sua camera alla stanza di lui rimandatolne, e molto spesso rivolendolo, e oltre a ciò più che parte volendo da lui, non potendo Masetto sodisfare a tante, s'avvisò che il suo esser mutolo gli potrebbe, se più stesse, in troppo gran danno resultare. E perciò una notte colla badessa essendo, rotto lo scilinguagnolo, cominciò a dire: - Madonna, io ho inteso che un gallo basta assai bene a dieci galline, ma che dieci uomini possono male o con fatica una femina sodisfare, dove a me ne conviene servir nove, al che per cosa del mondo io non potrei durare; anzi son io, per quello che infino a qui ho fatto, a tal venuto che io non posso far né poco né molto; e perciò o voi mi lasciate andar con Dio, o voi a questa cosa trovate modo.

La donna udendo costui parlare, il quale ella teneva mutolo, tutta stordì, e disse: - Che è questo? Io credeva che tu fossi mutolo.

- Madonna, - disse Masetto - io era ben così, ma non per natura, anzi per una infermità che la favella mi tolse, e solamente da prima questa notte la mi sento essere restituita, di che io lodo Iddio quant'io posso.

La donna sel credette, e domandollo che volesse dir ciò che egli a nove aveva a servire. Masetto le disse il fatto. Il che la badessa udendo, s'accorse che monaca non avea che molto più savia non fosse di lei; per che, come discreta, senza lasciar Masetto partire, dispose di voler colle sue monache trovar modo a questi fatti, acciò che da Masetto non fosse il monistero vituperato. Ed essendo di que'dì morto il lor castaldo, di pari consenatimento, apertosi tra tutte ciò che per addietro da tutte era stato fatto, con piacer di Masetto ordinarono che le genti circustanti credettero che, per le loro orazioni e per gli meriti del santo in cui intitolato era il monistero, a Masetto, stato lungamente mutolo, la favella fosse restituita, e lui castaldo fecero; e per sì fatta maniera le sue fatiche partirono, che egli le poté comportare. Nelle quali, come che esso assai monachin generasse, pur sì discretamente procedette la cosa che niente se ne sentì se non dopo la morte della badessa, essendo già Masetto presso che vecchio e disideroso di tornarsi ricco a casa; la qual cosa saputa, di leggier gli fece venir fatto.

Così adunque Masetto vecchio, padre e ricco, senza aver fatica di nutricar figliuoli o spesa di quegli, per lo suo avvedimento avendo saputo la sua giovanezza bene adoperare, donde con una scure in collo partito s'era se ne tornò, affermando che così trattava Cristo chi gli poneva le corna sopra 'l cappello.

Opinioni, idee & suggerimenti per la rappresentazione in palco
Via alle telefonate!

lunedì 16 novembre 2009

A estranha história de Capuchinho Vermelho (shadow edition)




Dal corso di Prática teatral, alla mia universitá.

Non c'é la mia parte della storia, visto che dovevo stare dietro lo schermo e non potevo filmare

sabato 7 novembre 2009

QUESTO TRENTINO nº 9, ottobre 2009

Lettera dall’altro mondo

Avranno chiuso la porta al berlusconismo?
Il Portogallo dopo le elezioni del 27 settembre
di Matia Losego & Janeca Dornelas
Per un italiano all’estero, per lo meno in Europa, è difficile staccarsi dalla politica italiana e seguire la politica locale. È difficile, qui, perché il nostro primo ministro è presente ogni settimana sui giornali portoghesi con una sua affermazione, per l’ennesimo scandalo mondano o nella rubrica i migliori e i peggiori della settimana, comparendo troppo spesso nella seconda categoria. Con sorpresa e una certa dose di vergogna abbiamo scoperto che qui l’esempio italiano è studiato nelle facoltà di politica e giornalismo come esempio europeo di instabilità di governo.

Il Portogallo, nel nostro immaginario, continua invece ad essere la terra della rivoluzione dei garofani, del 25 aprile 1974 (casuale e affascinante analogia con il 25 aprile italiano) e del mettete dei fiori nei vostri cannoni. Il fatto che la rivoluzione qui sia un fatto storico recente implica una forte presenza degli ideali dell’epoca e le stesse persone che hanno partecipato alla politica prima e dopo la rivoluzione, come Mario Soares, ex Presidente della Repubblica, hanno ancora una grande influenza nel dibattito politico, pur non essendo più rappresentanti istituzionali.

La recente campagna elettorale è stata, soprattutto nelle ultime due settimane, come al solito, centrata sull’attacco ai rivali politici e sulla comparazione di questi con Salazar, il vecchio dittatore fascista. Le proposte e le nuove strategie politiche sono rimaste chiuse nelle pagine dei programmi che nessuno legge e tutti sventolano in aria come la Bibbia.

Domenica sera (27 settembre) si è assistito allo spoglio delle schede elettorali e ai relativi messaggi dei candidati. Il dato più importante è che il Partito Socialista di José Socrates, ora al secondo mandato, ha perso la maggioranza assoluta che aveva ottenuto nelle precedenti elezioni del 2005, passando da 120 a 96 deputati su un totale di 226, pur continuando a essere il partito di maggioranza. Probabilmente questo calo ha a che vedere con le riforme strutturali (ad esempio del sistema di valutazione dei professori) che il governo socialista ha attuato nella precedente legislatura, scontrandosi duramente con i sindacati, e al fatto che non è ancora stata delineata una strategia chiara in risposta alla crisi internazionale. Manuela Ferreira Leite, candidata del PSD (centro destra) è stata battuta ed è stata la prima a riconoscere la sconfitta del suo partito. Ma i veri vincitori sono stati il CDS-PP, un partito di destra (al parlamento europeo nel PPE con il PSD) che cavalca i temi della sicurezza e della legalità, e il Bloco de Esquerda della sinistra alternativa.

La questione centrale, ora, sarà vedere con chi deciderà di allearsi il PS, o chi accetterà di farlo, considerando gli attacchi rivolti da più parti alla politica dell’ultimo governo. Le due opzioni sono una coalizione di sinistra, fra PS, Bloco de Esquerda, comunisti e verdi, o una singolare alleanza tra centro sinistra (PS) e destra (CDS-PP) lasciando da parte il centro destra (PSD). Nei messaggi a caldo della notte elettorale sono continuate le polemiche e gli attacchi contro il primo ministro e le sue repliche, ma molto probabilmente la necessità di un governo stabile porterà a una decisione, dopo una accesa contrattazione riguardante le poltrone dei ministeri.

Nell’opinione pubblica, questa la sensazione, si è tirato un sospiro di sollievo per la mancata elezione di Manuela Ferreira Leite, esponente dell’area più conservatrice del suo partito, e abbastanza rigida su questioni importanti come l’uguaglianza dei diritti per le coppie omosessuali.

Il fatto che la vera vittoria (per lo meno morale) sia andata a partiti alternativi al sistema bipolare, il CDS-PP e il Bloco, potrebbe significare che i portoghesi non vogliono giocare al berlusconismo (riusciremo mai, da italiani all’estero, a staccarci dal panorama del Belpaese almeno nei tentativi di analisi della politica estera?). In questi ultimi anni e in questa campagna elettorale, infatti, si sono riviste alcune delle caratteristiche tipiche della situazione italiana, con il premier sempre in primo piano, ad accusare i giornalisti di “caccia all’uomo”, e con gli altri partiti ad attaccare più la sua persona che le sue politiche, enfatizzando gli scandali e i sospetti su di lui e cercando, allo stesso tempo, di vincere il campione al suo stesso gioco.

In questo clima resta da vedere, a questo punto, con chi si alleerà il Partito Socialista e soprattutto quali saranno le strategie contro la crisi internazionale; e se il nuovo governo saprà rispondere alla domanda di cambiamento e alla necessità di misure sociali e politiche contro la disoccupazione, sopra il 9% nel secondo trimestre del 2009.

grazie luca!

mercoledì 21 ottobre 2009

neonati

lunedí é nato miguel, fratello di inês, cugino della janeca e credo diciottesimo nipote della mamma della janeca, benvenuto!

lunedí é nato www.piccoloteatrocontagioso.blogspot.com

per un progetto dell'universitá, in un corso di teatro.
Denis, se vuole, puó considerarsi padrino del piccoloteatrocontagioso
(e quindi sganciare regali a s.Nicoló, natale e befana)

lunedì 28 settembre 2009

L'uva e il vino

un vignaiolo in agonia parlò nell'orecchio a Marcela. Prima di morire, le confidò il suo segreto. "L'uva", le sussurrò, "è fatta di vino".
Me l'ha raccontato Marcela Pérez-Silva. E io ho pensato: se l'uva è fatta di vino, forse noi siamo le parole che raccontano quello che siamo.
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Eduardo Galeano
Il libro degli abbracci
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questo libro mi prende e mi lascia e poi mi riprende, neanche fossi una bambola.

martedì 15 settembre 2009

proibissem a saudade

A saudade é uma fenix,


tu a matas, mas sabes que ela volterá sempre a nascer das próprias cinzas.

fogo...

giovedì 10 settembre 2009

3,2,1...

Blog momentaneamente sospeso per trasferta trentina dell'autore e coautrice.
Appuntamento in centro e a tut gardol en festa.

martedì 8 settembre 2009

museo effimero (p)art 2

giovedì 3 settembre 2009

museo effimero



e domani il nostro/vostro(?!) eroe/turista per caso si dedicherá al museo effemero!
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oh yeah!




ricordiamo che turistare stanca, forse, seguendo l'esempio di luca, dovrei turistare con lentezza.

mercoledì 2 settembre 2009

seriousguide! yeah!

mercoledì 19 agosto 2009

saggezza populá

zuiba

vegnuda

stemana

sen'zuda


Questo é sicuramente uno dei miei proverbi preferiti, "quando arriva giovedí, la settimana se ne é giá andata". é perfetto e soprattutto é vero, tutti (io compreso) odiano il lunedí (non solo per il processo di Biscardi), martedí é solo il giorno dopo il lunedí, mercoledí é giá vigilia del giovedí quindi rallegra, giovedí c'é il proverbio, venerdí é giá finita, sabato mon amour, domenica buuuu (come sostiene anche il leopardi).


Possiamo quindi analizzare la curva di felicitá che si manifesta a partire da mercoledí sera, si stabilizza il giovedí, raggiunge il suo apice venerdi sera e sabato mattina (senza sveglia!) e finisce miseramente domenica pomeriggio dove non c'é mai niente da fare.


e allora te, caro lettore, non cominci a sentirti piú felice oggi?
VIVA IL GIOVEDÍ!
PIÚ GIOVEDÍ PER TUTTI!

mercoledì 29 luglio 2009

scusate il ritardo

si lo so che sono in ritardo con i post e con le notizie che aprono il TG1 o a RTP1


scusate

mercoledì 24 giugno 2009


mercoledì 17 giugno 2009

1º ano, feito


qui la scala é in ventesimi e la sufficienza é 10, chevvicredavate?

ho deciso che sono stato bocciato fin troppe volte a Mesiano per essere bocciato anche qui

yeah

Marchas populares

S.Antonio, festa di birrette, sardine, matrimoni collettivi e marcie popolari.

Il Comune di Lisbona organizza ogni anno, a s. antónio (di lisboa e/o di padova) le marcie popolari, dando dei soldi ai quartieri che si organizzano per preparare una sfilata di costumi, archi, musiche e canzoni. Ok, é un invenzione salazarista e si nota dai temi dei vari quartieri, tipo le scoperte portoghesi, il mare, i lavori di una volta, ma il castelo fa la differenza. Al castelo (di S.Jorge, quello del drago) viveva una nostra amica che é costumista, l'anno scorso ha vinto la categoria dei costumi delle marcie popolari e quest'anno ha convinto il quartiere del castelo ha lasciare perdere questi temi salazaristi e a mascherarsi da scacchi. Poi ha fatto i costumi, gli archi e ha litigato mille volte con le sarte e i tecnici. Nei giorni della marcia, in un mega palasport e poi, il 12 sera, nella strada principale della cittá, siamo andati a aiutarla a preparare i marcianti (52 o una cosa del genere). La janeca truccava le donne stile Cirque do Soleil io ero il trova robe o l'attacca fettuccie nei tamburelli. Nel palasport alla fine noi siamo rimasti fra il pubblico, avendo cosi il piacere di vedere anche una minirissa tra tifoserie avversarie (we are not tipical, recitava un graffito tempo fa), ma nell avenida da libertade siamo rimasti con lei a fare gli ultimi ritocchi, tipo spruzzare uno spray con brillantini (secondo me tossico) in faccia a tutti e soprattutto abbiamo sfilato nell'avenida con i marcianti e con ritinha (questa nostra amica) come tecnici yeah. In realta io nell'avenida non ho fatto niente, solo avevo un rotolone di scotch appeso al marsupio e mi sforzavo a fare la faccia da tecnico concentrato, ma la janeca per esempio ha riparato scarpe rosse col tacco (attaccandole direttamente al piede con nastro adesivo, zitta, soffri e danza). Passavamo tra il pubblico, separato da noi dalle transenne, come passano i tecnici dei grandi concerti, ahahah. Beh insomma alla fine il castelo ha vinto! ha vinto il concorso principale a pari merito con Alfama (quelli che non sono tipici) e ha vinto anche, sempre a pari merito, la sezione costumi, la sezione archi (tutto lavoro di ritinha, vivaviva) e la coreografia. yeah

ninguem para o castelo

ninguem para o castelo

ninguem para o castelo

questo é il video dello spettacolo principale dell'avenida, nel concorso é obbrigatorio che siano i marcianti a cantare le canzoni, con tutto quello che implica, ahahah

Toca a alvorada

e o Castelo acorda logo

marcha compassada

que este bairro tem de cor

Lembra aquela espada

transformada em cruz de fogo

para um Portugal maior

il testo non ha nessun senso, ma é una di quelle canzoni che esaltano le folle

e ah, siamo anche tra i ringraziamenti, io sono semplicemente Matia, come quando c'é un unico nero nei film dei teenagers americani

ma in veritá siamo noi che ringraziamo Ritinha

venerdì 5 giugno 2009

as descobertas do senhor Rodari

tomem lá

video

venerdì 22 maggio 2009

cirque do soleil VAREKAI

pa', não dá para acreditar, mas acreditem!

obrigado meu amor, obrigado ao cirque!

lunedì 4 maggio 2009

lumacablog

consegnata oggi la relazione del mio stage, che valendo 14 crediti (chiça!) puó essere considerata una tesina. hihihi. ringraziamo caui per l'aiuto grafico e janeca per la pazienza.
oggi invece a lezione abbiamo cominciato a lavorare in flash. ecco il primo risultato:


video

ok, i disegni e la foto non sono miei, ce li ha dati il prof,ma chemmenefregaamme? ho fatto la mia prima animazione in flash!yeah!
ora ci lanciamo nella produzione della filastrocca "Cosa ci vuole" di Rodari (per fare un tavolo, ci vuole in legno, x fare il legno...) con l'obiettivo di promuovere la lettura
yeah!

sabato 25 aprile 2009

viva

.
(25 aprile)²
.

venerdì 24 aprile 2009

loop

Era uma vez três,
dois austríacos e um inglês.


O inglês, que era mais forte,
Sacou a espada e…
Zás fras stras.


Mas não matou.
Querem saber o que se passou?

lunedì 20 aprile 2009

ombelico del cane


geniale dani
e se volete anche voi deliziarvi con questo generatore (non elettrico, bensí elettronico) di manifesti dell'UDC cliccate qui

giovedì 16 aprile 2009

tornati felici

eccoci ritornati a lx, al lavoro, all'uni, al corso di contadores, a casa nostra.
credo che questi giorni in italia, e soprattutto a trento, siano stati la migliore visita in patria da quando sono partito.
l obbiettivo dichiarato e raggiunto in questi giorni a trento era stare con i nostri amici, bere un caffe, delle birrette, andare a cena, chiaccherare.
e abbiamo fatto proprio questo, solo questo.
tutti, tutti tutti, si disponibilizzavano nel tempo "libero" che avevano per riuscire a vederci e tutti (noi compresi) saltavamo tra gli impegni di un agenda fittissima che niiianche una sta di hollywood, o bollywood. ma erano impegni piacevoli e quindi non pesavano.
volevo ringraziarvi a tutti, amici, per questi giorni strafichi.
qualche cosa dell'italia, e soprattutto di trento, mi manca e mi mancate voi.
ma visite cosi valgono la pena, sono proprio succose succose.
grazie
(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)(tornate/venite a lisbona)

giovedì 2 aprile 2009

bere a grandi sorsi



matia si beve il suo bicchiere di piccola gioia.

matia si gongola di avere amici geniali e gentili che rivedrá presto.

(www.ilfunambolo.it)

giovedì 26 marzo 2009

ferias


in PENAFIEL!

martedì 17 marzo 2009

Condoms Stop HIV, Pope Stops Condoms, Stop the Pope

"E l'Aids non si vince con preservativi"
L'epidemia di Aids "non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi": è quanto ha affermato Benedetto XVI, durante il suo viaggio verso l'Africa. Il Papa ha indicato come unica strada efficace quella di un "rinnovo spirituale e umano" nella sessualità. (repubblica 17-03-09)

credo che il papa é della corrente di pensiero secondo cui se chi ha l'AIDS ha rapporti con una vergine, guarisce.


VAFFANCULO COGLIONE!

giovedì 12 marzo 2009

supereroi contro la municipal





l'altro sabato, mentre noi bevavamo delle simpatiche birrette a bairro alto, hanno bloccato la macchina dell'amico con cui eravamo:



era la municipale


avevano bloccato tutte le macchine della zona e poi aspettavano nel loro furgoncino che la gente pagasse i 60 euri per tornare a casa.


ho tenuto l'adesivo che c'era sulla portiera e ora sono pronto a diventare un supereroe contro la municipale con il mio mat-monociclo segreto:


lunedì 9 marzo 2009

andale andale arriba arriba


a lisbona c'é una piazza. accanto a questa piazza ce n'é un altra piú importante, che si chiama Rossio. in mezzo a questa piazza c'é una statua. le guide turistiche non ufficiali (me compreso) raccontano che il personaggio raffigurato in questa statua non é D. Pedro I (in portogallo conosciuto come D. Pedro IV), imperatore del Brasile, bensi Massimiliano del Messico, principe di Ungheria e Boemia e imperatore del Messico per ben 3 anni.
dicono, queste guide illegali, che la statua, forgiata forse in italia, si trovava su una barca per il messico che fece scalo a Lisbona nel 1867. in questo stesso anno l'imperatore fu fucilato (dal bisnonno di zapata penso io) e allora, visto che la statua era inutile ai messicani, i portoghesi avrebbero pensato bene di usarla per D.Pedro I/IV, tanto cosi in alto chi si sarebbe accorto delle differenze?
Un'altra versione dice che le 2 statue furono forgiate nella stessa officina italiana dove poi sarebbe avvenuto accidentalmente lo scambio nell'atto della spedizione (Poste italiane, parte il jingle).
Ebbene...non é vero niente, é tutta una balla. un illustre studioso di lisbona, Appio Sottomayor ride di questa storia (noi invece ridiamo del suo nome) e dice che addirittura i bottoni della giacca di D. Pedro I/IV (l'unico, l'originale) riportano il simbolo del portogallo.
amici, scusate se vi ho raccontato questa balla in occasione della vostra lieta visita portoghese.
continueró a farlo.

mercoledì 4 marzo 2009

Why Facebook Is for Old Fogies By Lev Grossman Thursday, Feb. 12, 2009, TIME


Facebook is five. Maybe you didn't get it in your news feed, but it was in February 2004 that Harvard student Mark Zuckerberg, along with some classmates, launched the social network that ate the world. Did he realize back then in his dorm that he was witnessing merely the larval stage of his creation? For what began with college students has found its fullest, richest expression with us, the middle-aged. Here are 10 reasons Facebook is for old fogies:

1. Facebook is about finding people you've lost track of. And, son, we've lost track of more people than you've ever met. Remember who you went to prom with junior year? See, we don't. We've gone through multiple schools, jobs and marriages. Each one of those came with a complete cast of characters, most of whom we have forgotten existed. But Facebook never forgets

2. We're no longer bitter about high school. You're probably still hung up on any number of petty slights, but when that person who used to call us that thing we're not going to mention here, because it really stuck, asks us to be friends on Facebook, we happily friend that person. Because we're all grown up now. We're bigger than that. Or some of us are, anyway. We're in therapy, and it's going really well. These are just broad generalizations. Next reason.

3. We never get drunk at parties and get photographed holding beer bottles in suggestive positions. We wish we still did that. But we don't.

4. Facebook isn't just a social network; it's a business network. And unlike, say, college students, we actually have jobs. What's the point of networking with people who can't hire you? Not that we'd want to work with anyone your age anyway. Given the recession — and the amount of time we spend on Facebook — a bunch of hungry, motivated young guns is the last thing we need around here.

5. We're lazy. We have jobs and children and houses and substance-abuse problems to deal with. At our age, we don't want to do anything. What we want is to hear about other people doing things and then judge them for it. Which is what news feeds are for.

6. We're old enough that pictures from grade school or summer camp look nothing like us. These days, the only way to identify us is with Facebook tags.

7. We have children. There is very little that old people enjoy more than forcing others to pay attention to pictures of their children. Facebook is the most efficient engine ever devised for this.

8. We're too old to remember e-mail addresses. You have to understand: we have spent decades drinking diet soda out of aluminum cans. That stuff catches up with you. We can't remember friends' e-mail addresses. We can barely remember their names.

9. We don't understand Twitter. Literally. It makes no sense to us.

10. We're not cool, and we don't care. There was a time when it was cool to be on Facebook. That time has passed. Facebook now has 150 million members, and its fastest-growing demographic is 30 and up. At this point, it's way cooler not to be on Facebook. We've ruined it for good, just like we ruined Twilight and skateboarding. So git! And while you're at it, you damn kids better get off our lawn too.
(ok lo confesso, il mio inglese non mi ha permesso di capire tutto tutto tutto, diciamo una buona parte)

martedì 3 marzo 2009

volantino

amici,
é meglio la versione in bianco o quella in nero?


votate votate votate!
(non vale votare antonio)

venerdì 20 febbraio 2009

dress code

questi 2 tipi, Ari Versluis e Ellie Uyttenbroek, fotografi, olandesi, sono andati in giro per il mondo per 14 anni a fotografare persone ritratte nella stessa posizione, catalogandole poi secondo il dress code. ora ne hanno fattouna mostra, che é a Roma, ma soprattutto un catalogo dettagliato di tutti (ok non tutti, ma molti) i dress code che le persone usano per distinguersi.
Il sito http://www.exactitudes.com/ é divertentissimo. i miei preferiti sono i 97. Backpackers - Rotterdam 2008, ok hanno un po' le faccie da olandesi, o da canadesi, ma uno ha addirittura un cappello australiano alla mr crocodile dundee, lo voglio anch'io uffa.

mercoledì 18 febbraio 2009

auguri


auguri in ritardo caro carlo


sono stato a una conferenza in tuo onore intitolata "chi a paura di carlo darwin?"
logicamente sono stato solo perché era nella biblioteca dove sto facendo lo stage, il tema non mi interessava molto, scusa.

Durante tutta la conferenza pensavo:
se (i) gli individui di una specie piú adatti a sopravvivere si riproducono di piú e se (ii) i nostri denti del giudizio stanno lentamente sparendo, vista la loro inutilitá frente ai nostri pasti dove manca la carne cruda e dura, sará proprio vero che (i+ii) gli individui della specie umana con pochi denti del giudizio, o addirittura senza, si riproducono di piu?

É che io ho 3 denti e mezzo, quindi sono un individuo teoricamente poco adatto a sopravvivere, ma comunque ha un desiderio di paternitá.

Alla faccia tua, carlo!

brogli nelle elezioni americane




si sa che Obama ha vinto grazie al suo slogan Yes, we can!

si sa anche che lo slogan tradotto non funziona, vedi il Si, se po' fa! d Veltroni.

Ma attenzione!esperti internazionali ci dicono che Obama ha chiaramente rubato lo slogan a Bob the Builder (vedere video)!

Bob é un eroe usurpato, come il fratello gemello di Luigi XIV, quello con la maschera di ferro.
Bob é il vero vincitore morale delle recenti elezioni americane!
Restituiamo la presidenza al vero vincitore!

cosi magari dá anche una restrutturata alla vecchia casa bianca, o alla vecchia democrazia yankee.

sabato 14 febbraio 2009

in un giorno di pioggia

-stampa le immagini
-ritaglia le figure
-gioca e inventa storie

versione giocoliere

versione volontario


versione professore (di giocoleria)


versione studente



original version

martedì 10 febbraio 2009

altare alla portoghesitá


"Quella ragazza che amavamo" di Adriano Sofri

ORMAI la diversità dei pensieri si era tramutata in una dannazione reciproca, una messa al bando, una insofferenza esasperata. E neanche ora, neanche in hora mortis nostrae, si rimarginerà, temo. Ma, forse solo per un piccolo risarcimento, forse perché è la cosa più importante, possiamo riconoscerci tutti - quasi tutti - in un acquisto dapprincipio imprevedibile, e che non era nei propositi. Abbiamo tutti - quasi tutti: non fa bene ignorare il cinismo e la cattiveria vera - voluto molto bene alla ragazza Eluana. Le abbiamo voluto sempre più bene, man mano che passavano gli anni e la ferita si esacerbava mille volte di nuovo e noi intanto diventavamo grandi o vecchi, nascevamo e ci ammalavamo e, qualcuno, morivamo: e quel viso di ragazza continuava a guardarci illeso dal tempo e dalla sventura. Prima della fotografia, i ritrattisti delle famiglie del nord d'Europa, di quelle che potevano permetterselo, dipingevano una volta all'anno il gruppo di famiglia, sicché sulle pareti domestiche scorrevano le generazioni, i bambini diventavano adulti, gli adulti vecchi, matrimoni rinnovavano la scena, nuovi nati facevano la loro comparsa. In quelle gallerie di quadri ricordo, c'erano alcune figure di bambini o di giovani che non cambiavano più aspetto, il tempo non le lavorava più, perché erano morti giovani o bambini, e una rossa crocetta dipinta sopra la testa avvertiva della loro perdita, ma non si aveva cuore di espellerli dal gruppo. Il signor Englaro, rifiutandosi, contro la propria presumibile convenienza, di esporre le fattezze di Eluana se non fino al punto in cui l'ebbe perduta, ha suscitato in tutti noi lo stesso risultato pieno d'affetto e di rimpianto. Abbiamo voluto bene a quella ragazza meravigliosa, al modo in cui i suoi occhi continuavano a guardarci così da lontano, così da vicino, e l'abbiamo rimpianta come una nostra compagna di viaggio insieme perduta e illesa. Abbiamo voluto bene, ogni giorno di più, anche alla Eluana che non vedevamo, che non abbiamo mai visto, nella quale la ragazza dagli occhi profondi si continuava e si consumava, e abbiamo avuto pietà di lei e di noi. Quel padre che, chiuso in un suo cerchio senza uscita, combinava e ricombinava senza ostentazione e senza falso pudore le belle fotografie della sua creatura, come per ricominciare ogni volta a far scorrere la vita della sua carissima figlia prima che la promessa si spezzasse, ce l'ha fatta amare, senza proporselo.
Senza proporsi altro se non di avere la legge dalla propria parte, e le persone, perché una buona legge dev'essere dalla parte delle persone e del loro dolore. L'ha conservata così, nella memoria di una comunità che l'aveva adottata, benché si lacerasse sul suo destino. Se c'è una sottile speranza che l'Italia non esca più amara e incattivita da una vicenda oltraggiosamente accanita, è in questo amore condiviso. Il signor Englaro non ha mirato a nessuna convenienza. Non ha fatto conti. Ha fatto quello che sentiva come il suo dovere. Se fosse stato un uomo politico - cioè un politico, oltre che l'uomo che è - si sarebbe sottratto alla piccola trappola della gara col tempo, che metteva in scena nel rullo di tamburi del precipitoso finale il copione degli uni che bruciavano le ore per salvare una vita, degli altri che bruciavano i minuti per sacrificarla. ("Il sacrificio non sia vano": frase pronunciata ieri sera in Senato, non so con quanta consapevolezza, bestemmia più enorme di tutte, che accusa di un sacrificio umano, e pretende di riscattarlo, per giunta con una legge folle). Si sarebbe esposto alle intemperie sulla cima di un campanile friulano per protestare: dopotutto il capo del governo si era spinto, non so con quanta consapevolezza, a dire che quella sua figlia perduta avrebbe potuto partorire. Avrebbe fatto uno sciopero della fame e della sete, per replicare a chi lo accusava di voler assassinare per fame e sete la sua creatura. Li avreste visti volare, allora, i sondaggi, angeli custodi della superstizione e della demagogia contemporanea. Verrebbe voglia di dire che bisogna tutti sforzarsi di richiudere questa ferita, ma non sarà così. Le ferite non si chiudono. Non si chiuse quella di Moro. La disputa sul corpo di Eluana è per l'Italia del nuovo millennio una tragedia senza catarsi, senza redenzione, come fu quella sul corpo di Moro per la fine del secolo scorso. Ho guardato il minuto di raccoglimento al Senato: sembrava piuttosto, per quei grami presenti, la concentrazione nell'angolo prima dell'ultimo round. Certi uomini politici - cioè certi politici, prima degli uomini che dimenticano di essere - fanno molti conti. Vedrete: anche ora che il corpo di Eluana non è più perquisibile dai Nas, mostreranno di voler procedere per la loro strada. Legislatori tutti d'un pezzo, pronti a decretare la mia, la vostra, l'impossibilità di ciascuno di rifiutare per sé la nutrizione artificiale, una volta che ci trovassimo privati senza ritorno della nostra coscienza. Pazzia. Silvio Berlusconi ha voluto dire che lui, nella condizione di Beppino Englaro, non potrebbe mai "staccare la spina". Sia risparmiata la prova a lui e a noi. Tuttavia la prova è stata imposta a tanti, e qualunque sia la loro scelta, compresa quella di non rassegnarsi mai al commiato, dev'essere rispettata, amata e sostenuta. Ma provi Berlusconi a immaginare un'altra eventualità: che tocchi a lui di uscire da una rianimazione in una condizione vegetativa irreversibile. Vorrebbe o no poter decidere, finché il senno e la fortuna siano dalla sua, come debba chiudersi la sua esistenza, o preferisce lasciarne il peso ai suoi figli, per giunta votando ad horas l'obbligo a nutrirlo artificialmente senza fine? Questo era già il punto, ora lo è ancora più nitidamente. Mettete via i cartelli opposti che intimano: "Giù le mani da Eluana". Salutiamola, Eluana, con l'amore che si sapeva riservare alle ragazze perite, tenerelle, pria che l'erbe inaridisse il verno. Quanto a noi, scriviamo ciascuno sul proprio cartello: "Giù le mani da me, per favore".

lunedì 9 febbraio 2009

estagio na biblioteca


finite le ferie
sabato ho cominciato un corso di contadores de histórias alla Biblioteca Municipale di Oeiras (nota: allegare volantino geniale di "Dar a bere storie" del Circolo Arci Malacarne di Verona).
E in teoria oggi avrei dovuto cominciare lo stage in questa biblioteca, nella sezione infantile, ma siamo in Portogallo quindi forse comincio domani, forse mercoledí.
Ma sabato, sugli scaffali della suddetta sezione infantile, ho visto l'edizione inglese di un libro che da piccolo mi era piaciuto tanto, Il GGG (Grande Gigante Gentile) di Roald Dahl.
Succede che la versione inglese si chiama The BFG (Big Friendly Giant).
Che delusione,il BFG sembra un canale televisivo, inglese appunto, non il Grande Gigante Gentile che ho nella testa.
Tanto piú che nella rubrica del mio telefono il GGG é Dani, con i suoi baffi a manubrio.
Oh yeah!

domenica 8 febbraio 2009

Rompiamo il silenzio

Appello di Libertá e Giustizia (http://www.libertaegiustizia.it/)

Rompiamo il silenzio

“Il cammino della democrazia non è un cammino facile. Per questo bisogna essere continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell’umanità… La differenza tra la mia generazione e quella dei nostri padri è che loro erano democratici ottimisti. Noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme”. Norberto Bobbio
Primi firmatari: Gustavo Zagrebelsky, Gae Aulenti, Umberto Eco, Claudio Magris, Guido Rossi, Sandra Bonsanti, Giunio Luzzatto, Simona Peverelli, Elisabetta Rubini, Salvatore Veca.
Rompiamo il silenzio. Mai come ora è giustificato l’allarme. Assistiamo a segni inequivocabili di disfacimento sociale: perdita di senso civico, corruzione pubblica e privata, disprezzo della legalità e dell’uguaglianza, impunità per i forti e costrizione per i deboli, libertà come privilegi e non come diritti. Quando i legami sociali sono messi a rischio, non stupiscono le idee secessioniste, le pulsioni razziste e xenofobe, la volgarità, l’arroganza e la violenza nei rapporti tra gli individui e i gruppi. Preoccupa soprattutto l’accettazione passiva che penetra nella cultura. Una nuova incipiente legittimità è all’opera per avvilire quella costituzionale. Non sono difetti o deviazioni occasionali, ma segni premonitori su cui si cerca di stendere un velo di silenzio, un velo che forse un giorno sarà sollevato e mostrerà che cosa nasconde, ma sarà troppo tardi.
Non vedere è non voler vedere. Non conosciamo gli esiti, ma avvertiamo che la democrazia è in bilico.
Pochi Paesi al mondo affrontano l’attuale crisi economica e sociale in un decadimento etico e istituzionale così esteso e avanzato, con regole deboli e contestate, punti di riferimento comuni cancellati e gruppi dirigenti inadeguati. La democrazia non si è mai giovata di crisi come quella attuale. Questa può sì essere occasione di riflessione e rinnovamento, ma può anche essere facilmente il terreno di coltura della demagogia, ciò da cui il nostro Paese, particolarmente, non è immune.
La demagogia è il rovesciamento del rapporto democratico tra governanti e governati. La sua massima è: il potere scende dall’alto e il consenso si fa salire dal basso. ll primo suo segnale è la caduta di rappresentatività del Parlamento. Regole elettorali artificiose, pensate più nell’interesse dei partiti che dei cittadini, l’assenza di strumenti di scelta delle candidature (elezioni primarie) e dei candidati (preferenze) capovolgono la rappresentanza. L’investitura da parte di monarchie o oligarchie di partito si mette al posto dell’elezione. La selezione della classe politica diventa una cooptazione chiusa. L’esautoramento del Parlamento da parte del governo, dove siedono monarchi e oligarchi di partito, è una conseguenza, di cui i decreti-legge e le questioni di fiducia a ripetizione sono a loro volta conseguenza.
La separazione dei poteri è fondamento di ogni regime che teme il dispotismo, ma la demagogia le è nemica, perché per essa il potere deve scorrere senza limiti dall’alto al basso. Così, l’autonomia della funzione giudiziaria è minacciata; così il presidenzialismo all’italiana, cioè senza contrappesi e controlli, è oggetto di desiderio.
Ci sono però altre separazioni, anche più importanti, che sono travolte: tra politica, economia, cultura, e informazione; tra pubblico e privato; tra Stato e Chiesa. L’intreccio tra questi fattori della vita collettiva, da cui nascono collusioni e concentrazioni di potere, spesso invisibili e sempre inconfessabili, è la vera, grande anomalia del nostro Paese. Economia, politica, informazione, cultura, religione si alimentano reciprocamente: crescono, si compromettono e si corrompono l’una con l’altra. I grandi temi delle incompatibilità, dei conflitti d’interesse, dell’etica pubblica, della laicità riguardano queste separazioni di potere e sono tanto meno presenti nell’agenda politica quanto più se ne parla a vanvera.
Soprattutto, il risultato che ci sta dinnanzi spaventoso è un regime chiuso di oligarchie rapaci, che succhia dall’alto, impone disuguaglianza, vuole avere a che fare con clienti-consumatori ignari o imboniti, respinge chi, per difendere la propria dignità, non vuole asservirsi, mortifica le energie fresche e allontana i migliori. È materia di giustizia, ma anche di declino del nostro Paese, tutto intero.
Guardiamo la realtà, per quanto preoccupante sia. Rivendichiamo i nostri diritti di cittadini. Consideriamo ogni giorno un punto d’inizio, invece che un punto d’arrivo. Cioè: sconfiggiamo la rassegnazione e cerchiamo di dare esiti allo sdegno.
Che cosa possiamo fare dunque noi, soci e amici di Libertà e Giustizia? Possiamo far crescere le nostre forze per unirle alle intelligenze, alle culture e alle energie di coloro che rendono vivo il nostro Paese e, per amor di sé e dei propri figli, non si rassegnano al suo declino. Con questi obiettivi primari.
Innanzitutto, contrastare le proposte di stravolgimento della Costituzione, come il presidenzialismo e l’attrazione della giurisdizione nella sfera d’influenza dell’esecutivo. Nelle condizioni politiche attuali del nostro Paese, esse sarebbero non strumenti di efficienza della democrazia ma espressione e consolidamento di oligarchie demagogiche.
Difendere la legalità contro il lassismo e la corruzione, chiedendo ai partiti che aspirano a rappresentarci di non tollerare al proprio interno faccendieri e corrotti, ancorché portatori di voti. Non usare le candidature nelle elezioni come risorse improprie per risolvere problemi interni, per ripescare personaggi, per pagare conti, per cedere a ricatti. Promuovere, anche così, l’obbligatorio ricambio della classe dirigente.
Non lasciar morire il tema delle incompatibilità e dei conflitti d’interesse, un tema cruciale, che non si può ridurre ad argomento della polemica politica contingente, un tema che destra e sinistra hanno lasciato cadere. Riaffermare la linea di confine, cioè la laicità senza aggettivi, nel rapporto tra lo Stato e la Chiesa cattolica, indipendenti e sovrani “ciascuno nel proprio ordine”, non appartenendo la legislazione civile, se non negli stati teocratici, all’ordine della Chiesa.
Promuovere la cultura politica, il pensiero critico, una rete di relazioni tra persone ugualmente interessate alla convivenza civile e all’attività politica, nel segno dei valori costituzionali.
Sono obiettivi ambiziosi ma non irrealistici se la voce collettiva di Libertà e Giustizia potrà pesare e farsi ascoltare. Per questo chiediamo la tua adesione.


Per sottoscrivere http://www.libertaegiustizia.it/appelli/dettaglio_appello.php?id_appello=11

giovedì 5 febbraio 2009

il casalingo disperato


In queste settimane a lisbona il tempo é super variabile (chiedere a luca per conferma).
In queste settimane, fino a lunedí, sono in ferie. Quindi mi sveglio con calma, metto a posto casa, faccio del bricolage (cosa piú utili che in passato, dani), ascolto musica e, ahimé, metto a stendere la roba fuori (abbiamo due fili con carrucola tipici portoghesi, o mediterranei, o...insomma tipici da casa). Causa la variabilitá del tempo STO IMPAZZENDO. Metto a stendere le robe al sole, contento perché prenderanno un po' d'aria, mi distraggo un momento e diluvia, mi incazzo da solo col tempo e col governo (italiano o portoghese é uguale) e ritiro la roba, la metto a stendere dentro, ritorna il sole. Aaaaaah!
Insomma io capisco le casalinghe frustrate e nervose che magari bevono.
Solo non capisco come si possa arrivare, per la pazzie della roba stesa, a votare berlusconi.
(si ritorna sempre qui, ma quando mi rassegneró?)

martedì 20 gennaio 2009

in ferie

in ferie
aspettando i risultati del primo semestre, sperando di non dover fare nessun esame
aspettando risposte per lo stage
ma soprattutto aspettando luca a lisboa (yeah)
beccatevi le foto delle mie opere di oficina de técnicas artesanais



então pode esperar sentado é "allora puó aspettare seduto" (intuibile)
é un modo di dire pt tipo per
aspetta e spera

giovedì 18 dicembre 2008

in grecia 2

Ps: non tirateci altri lacrimogeni,
stiamo già piangendo.



Questa é la fine di una lettera degli amici di Alex, il ragazzo greco ucciso dalla polizia. L'ho trovata su globalproject.info, ok non so se é vera o no perche a noi (EXARCHIALx) non é arrivata dai nostri contatti greci. In ogni caso, che sia vera o no, tocca.

lunedì 15 dicembre 2008

in grecia

Cari tutti/e,

Forse negli ultimi giorni avrete sentito delle notizie sulle manifestazioni a Atene e in altre cittá greche, manifestazioni queste, scatenate dopo la morte di un ragazzo di 15 anni, ucciso da un poliziotto.

Sono quasi sicuro che la maggioranza di voi, e vi capisco, non sia molto interessata ai problemi sociali della Grecia

Ma, da un altro lato, sono quasi sicuro che siate interessati per la qualitá delle notizie che ricevete, e riceviamo, dal resto del mondo.

E se questa qualita é espressa nella recente “analisi” della situazione data per alcuni mezzi di comunicazione sociale internazionale, come quelle di Malcolm Brabant delle BBC o Jonh Carr del times, allora, scusate, ma la qualitá é terribilmente bassa.

Leggendo queste notizie potremmo restare dell’idea che i recenti fatti della Grecia hanno come base una vaga tendenza “storica” dei greci a ribellarsi contro l’autoritá – come se i manifestanti furiosi e le molotov lanciate nei commissariati nelle ultime notti fossero in qualche modo direttamente relazionati con la cultura bellica degli Spartani o addirittura, secondo l’opinione sostenuta da Jonh Carr, con la cultura della guerra dei Troiani.

Ma, oltre alla Terra degli Sterotipi, esiste anche un luogo chiamato mondo reale.

E in questo mondo, la polizia greca resta impunita per tutto, includendo, letteralmente, per l’assassinio. Una, un’altra e un’altra volta ancora. Loro possono picchiare immigranti nei commissariati, senza che nessuno venga accusato o arrestato. Loro sono autorizzati, o meglio, incoraggiati, a fomentare un’attitudine basata sulla forza e sulla violenza nei confronti dei cittadini.

In questo mondo i greci soffrono in una maniera cronica di un elite politica e economica corrotta che, negli ultimi anni, é stata costantemente inserita in scandali con denaro e terreni pubblici; quest’elite intanto si rifiuta, senza vergogna, di chiedere scusa e molto meno di accettare riforme.

In questo mondo quasi tutti i greci com meno di 25 anni sanni di appartenere a quella che é conosciuta ovunque come “la generazione 700 euro”, la prima generazione dopo la seconda guerra mondiale che cresce con la certezza che vivrá una situazione peggiore rispetto a quella dei propri genitori. Una generazione con poche prospettive in un futuro migliore e con ancora meno speranza in questo futuro .

È in questo mondo – e non nel mondo dei commentatori con inclinazioni archeologiche – che un unico proiettile puo accendere una rabbia che é cresciuta com un ritmo costante negli ultimi anni; e, con una nota positiva ma prudente, a accendere anche un’anima pubblica, di cui c’é tanto bisogno, alla ricerca di un paese.

È ovvio che non ha senso chiedervi di fare qualcosa per questo. Ma é necessário chiedervi di fare qualche cosa.

La prossima volta che leggerete “manifestazioni senza senso” in un altro paese, per piacere, fermatevi un secondo a pensare in quello che l’occhio giornalistico é incapace di vedere.

E, per piacere, ricordate alle persone di non bruciare le proprie cittá solo perché hanno un cattivo umore nazionale.

Grazie per l’attenzione e buon anno.

www.exarchialx.blogspot.com

exarchialx@gmail.com


(chiedi a babbo natale un informazione piú giusta)
[questo testo non é mio, l'ho tradotto dal testo di un amico, ma é pubblico. Usatelo stampatelo, mettetelo nei vostri blog]
grazie

sabato 6 dicembre 2008

il progetto

questo progetto di animazione sportiva mi fará impazzire
ho tutto in testa, ma non esce.

giovedì 27 novembre 2008

trova le differenze!

La ronda di notte - Rembrandt

Guardia Nazionale Padana

lunedì 10 novembre 2008

www.notspeakinginmyname.com


Matia Losego
Lisbon (Portugal)

venerdì 7 novembre 2008

cena di corso

ieri sera sono andato alla cena di corso, cioé alla cena del primo anno del mio corso. come giá detto i miei colleghi sono appena usciti dal liceo, qualcuno non é di lisboa e stanno vivendo la fase, giá passata giá vista, di "yeah libertá universitá birrette notte yeah". per fortuna c'é anche una mamma di 30 anni e io e lei eravamo i piú responsabili del gruppo hihihi. la serata é cominciata in un ristorante supersmarzo con lo stesso nome di bar/centro culturale di cui tutti dicono strabene, quindi ci sono rimasto supermale quando ho visto che era un ristorante specializzato in feste di studenti. prezzo unico, pane vecchio, poco cibo, tovaglia di carta e sgabelli da cucina, sangria "pronta da bere" by eurospin e birra sgasata in garaffa. ma siccome siamo ggiovani e abbiamo pagato, abbiamo bevuto il possibile cantando la versione pt di "e bevilo bevilo bevilo".
usciti dal ristorante, tipica sosta lunghissima sul marciapiede e successivo trasferimento in una semidiscoteca, attratti dal buono per una bevanda gratis. il dj aveva tipo 50 e credo che usasse la musica degli inizi della sua carriera (anni '90), io ho richiesto prontamente la mia bevanda gratis e ho pensato: "cazzo se i miei figli diventano dei discotecari e fanno gli idioti ballando la musica house (eelst) li porto in montagna per farli vivere l' adolescenza in un ambiente molto piú sano, l'osteria."

mercoledì 5 novembre 2008

powerpoint

odio le presentazioni in powerpoint
odio i professori che si limitano a leggere le loro presentazioni in powerpoint a lezione, vai a insegnare nelle universitá a distanza, cretino!
odio che mi si dica che il nostro powerpoint non é creativo, perché l'obbiettivo era che fosse chiaro e formale.
odio i powerpoint creativi con delle immagini sotto il testo, cosi non si legge il testo.
odio le immagini pixellose nei powerpoint.
credo che avere immagini scaricate dalla prima pagina di "google immagini" in un powerpoint per un lavoro all'universitá sia per lo meno innopportuno.
nonostante tutto questo credo che dovró fare delle altre presentazioni in powerpoint.

martedì 21 ottobre 2008

doclisboa-locandina-


questa é l'immagine della locandina del DOCLISBOA 08.
a giorni posteró la lista dei documentari da non perdere.
ma prima,
non vi sembrano tanti Berlusconi? sia i fucilati che i fucilanti?
é evidente che sí cavoli

venerdì 17 ottobre 2008

scappare alla modernitá

Cronista assunto per una settimana come operatore per 4 euro l'ora
Nessuna certezza per il futuro. Il capo lo incita: le tue cuffie sono un fucile, colpisci
Io cavia nel call center
cronaca di una vita precaria
di SANDRO DE RICCARDIS

MILANO - Sono l'operatore 172. Ho risposto a un annuncio su Internet spedendo via e-mail il mio curriculum, e dopo il colloquio sono qui, con le cuffie in testa e il microfono che mi sfiora le labbra, a proporre a decine di titolari di partite Iva di lasciare Telecom e passare a Infostrada. Ho lavorato una settimana alla Mastercom, azienda di telemarketing e teleselling nella zona industriale di Assago, hinterland di Milano, un cubo di vetri a specchio e cemento a pochi passi dalla tangenziale Ovest, costola di un gruppo in espansione con nuove sedi a Roma e Benevento.

Dopo la selezione, ho trascorso giorni in azienda senza aver firmato nessun contratto. Ho visto i 1200 euro lordi assicurati dai selezionatori, al colloquio e nei primi due giorni di formazione, diventare 800 al mese lordi (appena 640 netti), mentre le provvigioni promesse si sono ridotte in ventiquattr'ore della metà. Ho conosciuto universitari che non ce la fanno a pagarsi gli studi, ragazzine appena diplomate reduci da altri call center, segretarie trentenni licenziate e sostituite da giovani con contratto da apprendista, laureati con titoli improvvisamente inutili. Tutti senza altra chance che essere qui.

Mi pagano 4 euro netti l'ora. Contratto di collaborazione occasionale per trenta giorni, poi a progetto. Otto ore al giorno - 4 e mezzo il part time - di fronte a un monitor che passa in automatico i dati degli abbonati Telecom da contattare. Promettono un mensile di 1200 euro e provvigioni di 20 (contratto Voce) e 25 euro (contratto con Adsl) per ogni nuovo cliente rubato alla concorrenza.

"Qualcuno qui guadagna più di me - spiega Massimo, il selezionatore, al colloquio -. La media dei contratti di ogni operatore è di 3,9 al giorno". Nessuno però spiega il trucco contabile: il calcolo dell'azienda è su 30 giorni lavorativi perché alla Mastercom si lavora dal lunedì al venerdì. Così trenta giorni, il loro "mensile", corrispondono a sei settimane. Un mese e mezzo. E i 1200 euro promessi diventano nella realtà 800 euro al mese. Lordi. Appena 640 netti. Pagati a 60 giorni. Una cifra che nessuno pronuncia mai, un equivoco che gli altri 16 ragazzi che entrano con me in azienda capiranno molto tardi.

Alla Mastercom il turnover di operatori è continuo: ogni lunedì entrano tra i dieci e i venti nuovi lavoratori, altrettanti abbandonano. Con me ci sono quattro ragazzi e 12 ragazze. Dai 19 anni di Antonella e Giovanna, appena uscite dalle superiori, ai 38 di Carla e agli "oltre 40" di Alessandra, che s'imbarazza a rivelare l'età e a dire che sta provando a riprendere a lavorare dopo nove anni, dopo un divorzio. Ci sono anche 4 stranieri: Frida che viene dal Ghana e Salomon dal Camerun, Betsy dall'Ecuador e Lidia dal Venezuela. Tutti ventenni, seconda generazione di famiglie arrivate in Italia quando loro erano bambini. Sono i nuovi italiani: scuole a Milano, ottimo italiano, ambizioni di un futuro diverso da quello dei genitori.

Molti arrivano dai call center di Monza, Cesano Boscone, Milano città, "dove si lavora 24 ore su 24, dal lunedì alla domenica, come robot". O da centri commerciali, ristoranti, locali nel cuore della movida milanese dove "una notte di lavoro, dalle 19 all'alba viene pagata 50 euro in nero a fine serata".

I primi due giorni di formazione - non retribuiti, anche se è a tutti gli effetti attività lavorativa che dev'essere pagata dal datore di lavoro - sono una full immersion di marketing e psicologia della vendita. Con qualche trucchetto per produrre di più. Uno riguarda il modem per Internet. "Si può noleggiare o acquistare - spiega chi ci istruisce - . Al telefono col cliente, abbassate la voce come se state rivelando un segreto poi sussurrate: "Guardi, glielo dico senza farmi sentire sennò mi licenziano. Lo compri, costa solo 17 euro, le conviene piuttosto che pagare 3 euro ogni mese. In realtà lo state fregando. Presto si romperà, e l'azienda non ha nessuna voglia di fare manutenzione".

Le ore passano tra simulazioni di telefonate, studio delle obiezioni che riceveremo, illustrazione dei contratti da proporre. "Dovete essere lo specchio dell'altro. Capire i desideri dell'acquirente, agire sulla parte emotiva - ci dicono - . Fare come scrive Pirandello. Cambiare ogni volta maschera. Se ci pensate, noi vendiamo sempre qualcosa: le idee, la nostra immagine, le nostre scelte".

Fino al mercoledì, terzo giorno di lavoro, nessuno vede un contratto. Così nel cortile nascono complicati dibattiti sullo stipendio, con i telefonini che si trasformano in calcolatrici. L'atrio all'ingresso è l'unico spazio all'aperto. È qui che si fa pausa per caffè e sigarette. Qualcuno dell'azienda ci vede e ci rassicura, almeno sulle provvigioni: "20 euro per contratto voce, 25 Adsl". Poi si passa in sala training e da mezzogiorno iniziamo a fare le prime telefonate. "Ricordate Full metal jacket? - dice Alex, il nostro team leader - Il soldato diceva "Il mio fucile è il mio migliore amico, è la mia vita. Senza il mio fucile io sono niente". Il nostro fucile sono le cuffie. Con loro dobbiamo saper colpire il bersaglio".

Con il nostro fucile, siamo operativi davanti ai pc senza aver firmato nulla. Come se paga, provvigioni e condizioni contrattuali fossero una variabile indipendente dal nostro lavoro. Ma ecco, due minuti prima della pausa pranzo, quando non vogliamo far altro che scappare a mangiare, arrivano i moduli per la firma. "È il contratto standard dei collaboratori occasionali" spiegano a chi si dilunga a leggere. Molti capiscono solo ora che i 1200 euro di stipendio coprono sei settimane di lavoro e non un mese. E che non è detto che le nostre provvigioni saranno di 20 e 25 euro: la terza pagina da firmare è un elenco indistinto di gettoni da 5 a 25 euro.

Per tutto il pomeriggio di mercoledì, le nostre telefonate raggiungono il segmento di clienti Telecom ULL (Unbundling local loop), quelli che sono rimasti sempre fedeli all'ex monopolista e a cui si propone il distacco totale dalla vecchia Sip. Poi, all'improvviso, giovedì, il nostro team leader blocca tutto. "Siete un gruppo molto affiatato, l'azienda vuole scommettere su di voi. Da ora chiamerete un'altra categoria di clienti".

Soddisfatto dei complimenti, tutto il gruppo - tranne tre che restano sui vecchi contratti - inizia a chiamare i "silenti", i clienti che ai tempi delle prime liberalizzazioni sono passati a Infostrada pur dovendo pagare doppio canone, e che per questo sono rimasti a Telecom. "Si tratta di convincerli a tornare", ci dicono. Partiamo con le telefonate ai Wrl (clienti fuori copertura). Per scoprire, soltanto il giorno dopo, che per questi contratti le provvigioni non sono di 18 e 25 euro ma 8 e 12 euro. Meno della metà. Nessuno ce lo dice. "Per ora è cosi" rispondono quando chiediamo spiegazioni. Ma nessuno ribatte.

E nessuno reagisce alle proteste delle persone a casa, alle offese e alle minacce di denuncia. Ci hanno insegnato che dobbiamo essere più forti delle difficoltà. Mi metto in contatto con un clic con ogni partita Iva che appare sul monitor. Da Bolzano a Siracusa, chiamo tappezzieri e pizzerie, parrucchieri e macellai, studi di architetti e avvocati, profumerie e scuole guida, imprese edili e meccanici.

"Oggi è la 14esima volta che ci chiama qualcuno" rispondono all'Oasi del capello di Broni, provincia di Pavia. "Siete ossessivi" dicono da un negozio di giocattoli di Potenza. "Bombardate dalla mattina alla sera" si sfoga un medico calabrese. Perché quando qualcuno non accetta la proposta, l'ordine non è di escluderlo dal database, ma di rimetterlo in circolo per essere richiamato tra poche ore o tra una settimana, a secondo della violenza della sua protesta. Il contrario di quanto stabilisce il Garante della privacy che dal dicembre 2006 obbliga i call center a "rispettare la volontà degli utenti di non essere più disturbati".

I miei colleghi che misurano ogni euro del loro lavoro, si accorgono così che non è tanto facile acquisire clienti. Anche se per giorni ci hanno ripetuto il numeretto magico di 3,9 contratti stipulati ogni giorno da ogni operatore. Tra mercoledì e venerdì facciamo tre contratti. Lunedì, ultimo giorno di lavoro, un paio. In fondo alla sala, sulla lavagna c'è il nome di ognuno di noi: in rosso c'è l'obiettivo che si è dato prima di partire, accanto uno smile per ogni contratto realizzato.

In queste sale non c'è il rito motivazionale che si vede in Tutta la vita davanti, il film di Paolo Virzì sul mondo dei call center, ma a ogni contratto concluso dai nuovi, c'è in sala training l'applauso dei colleghi. E così avviene nella sala grande se qualcuno raggiunge il numero di contratti per ottenere il bonus in busta paga. Un concetto ce l'hanno spiegato subito: serviamo solo se vendiamo. Perché la somma dei nostri contratti fa il risultato del team leader, i loro risultati sono il target della Mastercom col committente, Wind-Infostrada.

"Ma se l'azienda fissa gli obiettivi, mette a disposizione le sue strumentazioni e gestisce turni e assenze, si configura una posizione da lavoratore dipendente", spiega Davide Ferrario, del Nidil, il sindacato dei precari della Cgil. Dopo una settimana, il mio gruppo non esiste più. Eravamo in 17 il primo giorno, siamo rimasti in 5. L'ultimo contratto che vedo è di Luca, rimasto in sala training una settimana in più, mentre quelli arrivati con lui sono già nella sala grande. È stato 15 giorni in attesa di questo momento: contratto Adsl a una romena di 18 anni. A fine giornata, tira fuori il telefonino e immortala l'evento. Fa una foto alla lavagna col suo nome accanto al disegno di un visino sorridente.

(Repubblica.17 ottobre 2008)

Tempo fa ho fatto un colloquio per un call center a Lisboa che operava con telefonate per l'Italia, era uno di quelli che la gente chiama se ha bisogno, ma mi ha spaventato lo stesso, tantissimo.
Leggendo quest'articolo mi spavento molto di piú e tiro un sospiro di sollievo.
Sono molto molto molto contento del mio lavoretto con le feste di compleanno, anche xché questo sabato saró un pirata e un indiano yeah.

giovedì 2 ottobre 2008

universitá.primo comunicato

ora então vamos la...
é da molto che non scrivo e ci sono molte cose su cui scrivere.
ho cominciato l'universitá, questo lo sapete giá, ma non sapete (credo) che qui ci sono delle tradizioini accademiche, le praxe, per cui i caloiros, gli studenti del primo anno, sono sottoposti, nella prima settimana di lezione, a scherzi, canzoni e altre cose stupide tipo rotolare per terra, portare la borsa ai piu vecchi, farsi pitturare la faccia e cose idiote di questo genere. Durante questa pagliacciata i veterani indossano un vestito nero con giacca e cravatta e un mantello nero.
Inutile dire che, fin dal primo giorno, mi sono rifiutato di sottopormi a una cosa del genere cercando di spiegare le mille contraddizioni che incontravo:
-"se é una questione di etá, io sono piú vecchio di te, studentessa del terzo anno"
-"se volete continuare la tradizione (nata a Coimbra -ndr-) non dovresti portare gli orecchini e dovresti avere il traje (il vestito nero) tutti i giorni"
-"questa non é un'univeristá. é un istituto politecnico"
-"se é per aiutarmi a orientarmi nelle varie sale, grazie ma riesco a farlo da solo"
-"se é una questione di integrazione, io non voglio che la scusa per fare amicizia con gli altri caloiros sia l'essere nella stessa situazione umiliante"
"grazie ma non sono qui per giocare alla naja, ho fatto il servizio civile io!"
Oppure: stralci di dialoghi (tradotti per voi yeah):
-"ciao sei un caloiro?" "no, mi chiamo matia"
-"adesso ti coloro la faccia" "ma chi cazzo sei?non ti ho mai visto, cosa vuoi pitturarmi la faccia? sparisci"
-"guarda che se non fai la praxe poi non puoi vestire il nostro vestito nero col mantello!""ottimo :-) "
La prima settimana di lezioni é stata un po' strana xché tutti quelli del mio corso (siamo circa un 25 o 30) erano a fare 'ste cagate e io ero a leggere o a esplorare l'universitá. Bisogna dire che ci sono dei veterani (o meglio veterane xché sono quasi tutte ragazze qui) simpatiche che mi hanno aiutato e che ho conosciuto, ma alcune erano proprio stronze come solo le donne possono essere stronze quando vogliono, con una faccia brutta e cattiva e una voce fastidiosamente acuta.
Ora ho giá conosciuto i miei compagni di corso e sono simpatici, sono piccoli perche sono appena usciti dalle superiori e credo si noti la differenza di etá, ma va tutto bene.
.
Oltre a questo l'universitá é bella, ci sono molti corsi pratici come teatro e interdisciplinaritá, officina di animazione musicale, officina di tecniche artigianali, espressione musicale e altre piú teoriche tipo seminario questioni sociali contemporanee, ma la cosa piú figa é la valutazione continua. Con questa valutazione continua invece che fare l'esame il professore tiene conto della partecipazione in aula e di uno o piú lavori di gruppo che faremo durante il semestre, oppure di un lavoro di gruppo e un lavoro individuale. Per me é ottimo perché, in teoria, nei lavori di gruppo scritti non dovrei avere molti problemi con l'ortografia e a lezione riesco sempre a intervenire o per esprimere un'opinione seria o anche solo per una cosa o una parola che non ho capito, cosí sembra che partecipo tantissimo yeah, in realtá partecipo davvero. Poi se voglio posso lo stesso fare l'esame.
Ultima cosa, qui la mensa costa 2.20 € pane zuppa piatto dolce bibita, quanto costa lá a trent?
a presto nuovi comunicati.
AUGURI LUCA!

giovedì 11 settembre 2008

uni

quello sono io
alla scuola superiore di educazione di lisbona, a benfica, quella che volevo.
quando ho saputo la notizia tutti i miei muscoli si sono rilassati come dopo una grande corsa (durata qualche mese), quella C accanto al mio nome significa che sono stato preso, che comincio lunedí 22.
pronti, partenza, via...
comincia adesso
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yeah
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.
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venerdì 5 settembre 2008

penso meno stress e piú farfalle


Penso meno stress e piú farfalle... in una maniera frikkettona tipo bandabardó che vorrei che mi rassicurasse in questi giorni. oggi ho fatto un colloquio, lunedí comincio a lavorare, niente di eccezionale, 3 ore di scuolabus al giorno per portare i bimbi a casa, non guido, sono aiutante e accompagnatore. la paga é poca ( e la papera non galleggia), ma é un lavoro facile, con i bimbi, che migliora il mio cv che sta ricevendo complimenti (yeah) e mi dá la continuitá rassicurante di lavorare tutto un anno scolastico con gli stessi bimbi. forse poi riesco a aumentare le entrate con spettacoli di giocoleria, addii al nubilato ridicoli e feste di compleanno, ci penseremo, poi. ho un lavoro, un lavoretto volevo dire, con i bimbi, come volevo; ho una casa, bella; ho un conto in banca, quasi; solo che non so se mi hanno preso all'universitá, lo sapró, lo ripeto, il 10 e il 15. e se va male, cazzo, sará tutto da ripensare tutto da ripreparare, perché dovró tornare, almeno un po', in italia. insomma basta! stasera andiamo al cinema e non ci pensiamo, il we forse andiamo alla festa del vino e ci penseremo ancora meno e lunedí saró giá sullo scuolabus.

ma voi, riuscite a scrivere con le dita incrociate?io no.

addio al celibato


tra le molteplici mail che ho inviato, per centri dopo scuola, ristoranti, call center (non preoccupatevi non lavoreró MAI in un call center, piuttosto faccio il becchino, almeno cosí posso vedere le persone) e organizzatori di feste per bambini, ho trovato 2 tipi (ragazza+ragazzo) che fanno spettacoli col fuoco. ho inviato loro delle foto e siamo rimasti d'accordo che quando avranno bisogno di un terzo "artista" mi chiameranno. oggi controllando il loro annuncio e le loro foto (che non pubblico per paura che le trovino) ho visto che la loro principale attivitá sono feste di addio al celibato/ nubilato. con lei mezza nuda o lui tutto unto (spero non di petrolio) a sfidare il fuoco e a giocolare un po'. ora, ammesso che a me piace sempre giocolare col fuoco, ho deciso che mi prestero a questa pagliacciata (nel senso di stronzata) solo se mi pagheranno bene benissimo o solo se, dopo lo spettacolo, potró ubriacarmi simpaticamente a spese dello sposo o della sposa.
appena faró (speriamo) il primo show vi raccontero...
erica: vuoi chiamarci per l'addio al nubilato della tua amica?prezzi modici bevande incluse.

giovedì 4 settembre 2008

colloqui

la legge dei grandi numeri funziona! voglio dire, dopo solo alcuni giorni passati a inviare mail a tutti e stratutti, cominciano a arrivare le prime risposte e comincio a fissare i primi colloqui. a dire il vero ne ho gia fatto uno la settimana scorsa, per fare il segretario (telefonate mail iscrizioi ecc) in una scuola di scrittura creativa, ma logicamente volevano un'ortografia perfetta, pace; oggi vado a un colloquio per un cal center della renaut in italia, ma a me questa cosa che deslocalizzano anche in call center dall italia al portogallo non mi va a genio (ho giá scritto alla cgil) e poi mi fa cagare telefonare e disturbare la gente, staremo a vedere; domani altro colloquio per aiuto autista di scuolabus (figo), pagherebbero poco ma sarebbe figo; in attesa ho un colloquio per portare in giro le persone sulla sedia a rotelle in aereoporto (bellino) e uno per giocoliere in feste per bimbi (yeah).
tutti questi lavori inventati sono in attesa di sapere qualcosa dell'universitá (10 e 15 /9) ma intanto piú colloqui faccio piú imparo e quindi "via alle telefonate!"
Domanda: voi ce l'avevate la donna in reggiseno dei lego presente sul libro qui sopra?

lunedì 1 settembre 2008

il cartellino

cercare lavoro é un lavoro a tempo pieno.


quindi ora vado in pausa pranzo, con nessun collega, fortunatamente per loro.

operazione grandi numeri

il primo colloquio di lavoro é andato male, ma ovvio, chi mi credevo di essere, siamo in un periodo di crisi.
ora procederemo all operazione GRANDI NUMERI cioé mandare curriculum a tutti i contatti possibili immaginabili che trovo, qualcosa arriverá.


...NON ABBIAMO MAI DETTO CHE SAREBBE STATO FACILE...

giovedì 28 agosto 2008

ASPETTANDO UNI E LAVORO

sono quasi un ometto grande, domani risposta per un posisbile lavoretto part time e tra 2 settimane risposte dall'universitá.
non mi sono dimenticato di voi amici lettori, solo non ho internet ne testa per il blog.
grazie ancora dani e erica e claudia e chiara.
a presto nuove strabilianti notizie
(non cancellate il blog dalle vostre memorie o dai preferiti)

sabato 2 agosto 2008


mercoledì 30 luglio 2008

lo-se-lo-se-lo-se-lo-se-lo-se-losegol



11.
come la maglia di ravanelli penna pianca o ravanelli in versione mai dire gol, scegliete voi.
undici su venti, la sufficienza é dieci e la media nazionale dello stesso esame a giugno era 9.5 e la media della scuola dove l'ho fatto, che l'anno scorso era la scuola pubblica con i voti migliori negli esami nazionali, é 10.5. insomma gol.
in realtá non é ottimo perche la media per entrare all'uni che voglio era 13 e io ora (media tra voto italiano e voto portoghese) ho 12, ma la veritá la sapremo solo a settembre.
intanto vesto la mia maglietta sulla testa e corro urlando "goooooooooooooooooooooool!!!"


martedì 29 luglio 2008

domani

domani risultato esame.

domenica 27 luglio 2008

surf in U.S.A.


maglietta regalo dagli states...

martedì 8 luglio 2008

avviso ai lettori e ai lisboneti

NOTA BENE PER I LETTORI:
il fatto che io mi appresti a fare l'esame di maturitá di portoghese NON significa che sono tornato adolescente o post-adolescente. Anzi, longi da questo, se tutto va bene, avró fatto due e dico due maturitá e quindi ne usciró DOPPIAMENTE maturo.
.
NOTA BENE PER I LISBONETI:
la balla che mi prenderó se supereró l'esame e se entrero all'universitá qui e se la janeca sará contenta del suo esame non rispecchierá pienamente la mia DUPLA maturitá.

lunedì 7 luglio 2008

iscritto

italiani brava gente
.
italiani dal cuore d'oro

ovvero di come il nostro eroe superó il primo grado della burocrazia scolare portoghese, sfruttando la sua compiacente italianitá, iscrivendosi infine all'esame

lunedì 30 giugno 2008

confesso

diciamo la veritá:
il sole, l'estate, la nostra nuova casa senza internet, lo stress pre esame, la fine della scuola e altri motivi che ora non mi ricordo ostacolano il progredire del blog.
non nascondiamoci dietro un dito, casomai dietro un ombrellone

giovedì 12 giugno 2008

niente dinuovo sul fronte occidentale

qui, da questo paese che fino a 500 anni fa era considerato la fine del mondo e da questa computer a pochi km dal punto piu occidentale d'Europa, niente di nuovo:

-il Portogallo vince e gioca bene e io vedo le partite coi ragazzi del Villaggio SOS.

-l'Italia perde ahi se perde anche se con un gol illegale.

-domani é Sant'Antonio da Padova, che in realtá é davvero nato a Lisboa, e quindi stasera e stanotte birrette e sardine e casino e folla e birrette e domani é festivo yeah.

-molto probabilmente il mio esame é il 14 luglio, presa della bastiglia.

-lo scaffale in casa é finito yeah.



ah si oltre a questo mi sono venute delle idee geniali,ma non le dico perché ho paura che qualche designer senza scrupoli me le rubi


in fondo é solo da grande che faró il genio, quindi devo conservare le mie idee geniali attuali per il giorno in cui diventeró grande.

giovedì 5 giugno 2008

un sasso avvolto in un report

Prima di tutto bisogna scrivere un report intermedio sull'esperienza SVE. bisogna scriverlo in portoghese, ma con un po' di attenzione, mettere aspetti positivi e accuse abbastanza chiare sul lavoro dell'organizzazione, aggiungere frasi di comprensione e ripetere le accuse. dopo il direttore fa l'amico. dopo qualche giorno mi chiama in riunione, la prima ufficiale dopo sette mesi, stampa il mio report e, con la scusa di correggere il portoghese (ci sono solo pochi errori amico) ci mettiamo a leggere il mio report. lui sembra avere una voce un po' balbettante, sottolinea le accuse, le sottolinea piú volte (ovvio sono ripetute), mi chiede chiarimenti e esempi pratici. io do spiegazioni ricordandomi benissimo cosa ho scritto, ripeto gli aspetti negativi e le dimostrazioni di comprensione. fine della riunione. promesse di nuove riunioni e di pianificazione del lavoro. forse perché quel report finisce alla comunitá europea, sezione portoghese, in ogni caso io ho guadagnato, speriamo, qualche miglioramento nel mio lavoro e, sognando un po', un progetto migliore per il volontario che verrá dopo di me. e mi ha anche proposto un periodo di campo estivo pagato in agosto. ci devo riflettere.
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'colpire dritto al cuore è questa la missione ribelle il messaggio muoviti è l’azione'

martedì 3 giugno 2008

le letture dell'emigrante

galvanizzato da questa foto (grazie luca hihi) e illuminato sulla via di malpensa ho trovato e comprato questo succoso libretto ( uau ho sempre sognato di dire di un libro 'succoso'!). come si capisce dal titolo é una discussione ipotetica fra adriano sofri (nella foto al centro, accanto a me yeah) e giuliano ferrara sui temi dell'aborto e sulla lista di ferrara presentatasi alle elezioni.
Sofri analizza le idee e le espressioni di ferrara e le smonta, portando a riferimento testi noti e meno noti riguardati l'aborto (pasolini fra tutti) [testi allegati in appendice].
é interessante che sofri dica che questa é una discussione sull'aborto fatta da due uomini e quindi é sbagliata in principio. E che l'espressione 'moratoria sull'aborto', usata all'infinito da ferrara, non significa un bel niente e anzi serve solo a rubare la scena alla piú famosa e giusta 'moratoria contro la pena di morte'. sofri é favorevole alla legalizzazione piena e universale dell'aborto e penalizza e condanna invece il controllo sulle nascite, che, per esempio, impedisce di avere una sorella in Cina.
Insomma, per i consigli letterati dell'emigrante, leggetelo, leggetelo, leggetelo (se volete)!.
succoso, ho giá detto che é un libro succoso?

giovedì 29 maggio 2008

festival dell'economia











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amici trentini non potete mancare
amici non trentini potete andare
amici artisti fate faville
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(in realtá lo spot l'ho fatto solo perché mi piacevano le due immagini, chevvicredavate?)

era...


el chiki chiki



il flusso

...ritorno, formazione, nuova casa (oh yeah), pioggia, informazioni sulla possibile futura universitá, possibilitá trovate, possibilitá giá perse, scoperta che forse é stato meglio cosi, notizie sopra l'esame, conseguente angoscia e ansia da prestazione, vuoto pneumatico per il post luglio, maggiore angoscia, monosillabi in risposta alle domande telefoniche dei miei genitori, interiorizzazione dell'angoscia, consapevolezza della nostra forza, distinzione delle prioritá della vita, felicitá, amore, sveglia del lavoratore, armadio senza fori per le viti, video in allegato, trasloco, periodo "evitare il mio direttore", mancanza di internet, stanchezza per una settimana intera dopo tanto tempo,...

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cari amici, questi sono alcuni dei motivi della mia assenza, notata, felicemente, da qualcuno, grazie, mi ha fatto piacere. forse ora sono back in action, non lo so.
volevo ringraziare tutti per i nostri giorni in italia, per l'ospitalitá, per la serata di venerdí prima che io mi addormentassi, per l'assistenza mentre io dormivo, per il pome di venerdí, per la formazione del sabato.

di seguito il video citato sopra

martedì 13 maggio 2008

il triangolo no...

VENERDÍ 16 MAGGIO
a partire dalle ore (boh) 18.30 circa

IL TRIANGOLO DEL BER(E)-MUDA
(PICARO-PIZZERIA DA ANDREA-WU)
e volendo facciamo anche il bis all'incontrario!
accorrete numerosi siete tutti invitati!
ovviamente!
(ci troviamo al picaro oppure telefonatemi)

lunedì 12 maggio 2008

ahi ahi

porco mondo
(del lavoro)



questo non cambia il post "il mio papá"!

martedì 6 maggio 2008

ricerca di mercato

amici, italiani e stranieri,
mi potreste dire se la casa editrice


esiste in italia o nel vostro paese?


i suoi sono libri per bambini, molto belli, con bei disegni e, per quanto ne so, anche l'idea che sta dietro a kalandraka é molto bella, lontana dal voler sfruttare il mercato per vendere di piú.
A me sembra che in italia non esista e che e suoi libri (in origine spagnoli) non siano stati ancora tradotti nella lingua di dante. voi ne avete mai sentito parlare?
grazie

domenica 4 maggio 2008

dagli al clown incompetente

ieri sera siamo stati, ahinoi, a uno spettacolo di un clown spagnolo e la sua mugliera inglesa in una cittadina fuori lisbona. dico ahinoi perché lo show era proprio pessimo con gag trite e ritrite, nessuna storia che legava i numeri dell'intero show e niente che ci faccesse pensare che questo tipo avesse studiato almeno un po' per fare il difficile mestiere difficile del clown. il povero giacomo del centroteatro di trento, con cui ho fatto, almeno in parte, un corso di clow si sarebbe incazzato tantissimo perché la sola esistenza di clown, o meglio pagliacci, come quello che abbiamo visto ieri sera, rovina il lavoro di studio e di prove di altri mille clown geniali.

L'unico momento serio é stato quando ha chiamato sul palco un signore, un bimbo e me per picchiarlo con delle mazze giganti gonfiabili. Inutile sottolineare che io picchiavo davvero sulla schiena di questo sfigato, tanto che, appena rientrati dietro le quinte del teatro, ci ha fatto segno di "basta basta" (avevo provato a addestrare anche il bimbo a picchiare duro).


L'immagine sopra é riferita solo a clown ciarlatani, pagliacci nel senso cattivo della parola. Vi odio.

giovedì 24 aprile 2008

e io contavo i denti ai francobolli...


domenica se ne va monica, una ragazza che sta facendo, anzi finendo il suo stage qui al villaggio. lei studia animazione socio-culturale, é venuta qui per fare animazione al club, attivitá, boh non so bene. é finita in ufficio a organizzare le attivitá e poi non andarci, a mandare mail chiedendo biglietti gratis (siamo l'aldeia sos mica il sacrocuore) e a telefonare in giro. non so se é finita a fare cosi per suo volere o perché é stato un processo automatico lento. insomma domenica se ne va e oggi mi ha spiegato cosa fa per continuare a farlo io. COSA? COSA? lavoro d'ufficio? A ME? mettimi a giocare coi bimbi, a guidare il furgone, non ha stare seduto davanti a un pc. insomma dalla proxima settimana inizieró a fare anche questo lavoro, senza tralasciare peró i giri col furgone la mattina e il pomeriggio e il calcio e il karate. ho pensato che questa nuova mansione ha degli aspetti positivi: forse impareró anche un portoghese un po' piú professionale, ma soprattutto potró cercare di portare i bimbi in attivitá fighe, che piacciono anche a me, e poi andare con loro hihih. le uniche 2 volte che avevo proposto delle attivitá fuori (ero appena arrivato da un mese) non sono andate in porto perché la gente si era dimenticata di telefonare e prenotare. stupidi. ora in teoria questo non dovrebbe piú succedere, almeno per le attivitá fighe. se ci chiedono di andare a vedere la mostra di reliquie dei santi portoghesi morti durante la battaglia coi mori (che ne so) magari mi dimenticheró di chiamare e prenotare hihihi, sto scherzando, sto scherzando.
e poi ora potró proprio immedesimarmi in Storia di un impiegato, e giocare anche con gli esplosivi.
e ah ho pensato che gli zaini monospalla, o a prosciutto (noi una volta abbiamo provato a mettere dentro un prosciutto che ci avevano portato degli amici spagnoli, ma non ci stava) non hanno sfondato nel mercato. solo qui tanti uomini lo usano. secondo me é perché lo regalano ovunque.

a poesia está na rua



domani é il 25 aprile. qui e in italia. VIVA! forse andiamo a festeggiarlo nel rosso Alentejo, o a Baleizão, dove il regime di salazar, nel '54 ha ucciso Catarina Eufémia, una ragazza incinta a capo di uno sciopero di contadini che chiedeva "trabalho e pão". oppure a Odemira, sempre nell'Alentejo, dove c'é il festival del folklore. in realtá noi giovani volontari europei ( e janeca) [hihhi] cerchiamo solo una sagra, una spina della birra e magari dei vecchi che ci raccontino delle cose sul 25 aprile.

e poi sabato arrivano la marti e l ila yuuhuu.

BUON 25 APRILI

(prima che dell'utri ce lo cancelli, cazzo)

lunedì 21 aprile 2008

lavora,produci,lavora,produci

Alexey Grigoryevich Stakhanov
vs
Janeca


ma, dico, si assomigliano?

domenica 20 aprile 2008

il mio papá

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sono orgoglioso del mio papá!
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mercoledì 16 aprile 2008

le mie (sbagliate) ragioni

sono un elettore di sinistra. ma questa volta, ahimé ahimé ahimé, ho creduto in questa cosa del voto utile. complice un po' la disinformazione che avevo qui, l'indecisione e il fatto che nell'unica e ultima intervista che ho visto berlusconi (a matrix venerdi scorso)mi é sembrato perdere colpi, ho votato come non avrei mai pensato di fare un anno fa. in questa intervista a una domanda sui precari (forse perché non c'era nessuna ragazza nelle prime file)berlusconi ha risposto "si, aspetta mentana ora faccio una premessa sui precari, poi parlo dei vecchi e poi torno sui precari" e poi ha solo fatto la premessa e si é dimenticato di rispondere alla domanda (e mentana non gliel ha fatto notare ahi ahi). insomma mi é parso vecchio e non rampante agressivo come nelle altre compagne elettorali (cazzo quanto ne ha fatte questo quasi ottantenne?). dall'altro lato veltroni mi é parso piú tranquillo, con delle motivazioni e con alcune cose "nuove" da proporre. insomma ci sono cascato, ho creduto al "se po' fa..." e ho votato PD. il risultato é che il mio voto non é servito, ma soprattutto che non c'é sinistra in parlamento, pace per i socialisti che in italia hanno giá fatto troppo e male, ma mi manca molto un partito comunista in parlamento e, strano, mi mancano anche i verdi (il partito dei verdi non i leghisti, ce ne sono anche troppi).

e mi sento terribilmente in colpa.


giovedì 10 aprile 2008

parto (voce del verbo partire, non sostantivo di partorire)


Walter (compagno so che ti metterebbe in imbarazzo),
domani mattina presto parto per venire a votare, a lavorare ai seggi e a votare (altro che scrutatore non votante). ho deciso che voteró PD, non perché mi piaci, non ne sono contento, ma da qui non sto capendo molto bene e credo sia meglio votare utile. e poi io ho pensato a quale paese e sono partito e forse resto anche. non per questo puoi mandare a puttane l'italia anche tu.
mi raccomando.

martedì 8 aprile 2008

una nuova estate

ci aspetta una grande estate, perché oeiras é lisboa, il biglietto costa 80 euri per 3 giorni, ma forse riusciamo a trovarli gratis. non vedo l'ora (17.01)!
optimus
(ali svegliaaaaaaa!!!! )

venerdì 28 marzo 2008

io sono qui



a una tacca da boato, di pietro, pc dei lavoratori, critica e arcobaleno.
a due tacche da pd e socialisti.
a quattro tacche da destri, berlusconi, casini, lega.
a mille leghe dal sapere cosa votare.
cazzo

mercoledì 26 marzo 2008

feira da ladra

a lisboa, il martedí e il sabato, c'é la feira da ladra, un mercato, piú o meno grande, a seconda dei giorni e del tempo, dove si puó trovare di tutto. vestiti (dani spero che i pantaloni ti vadano bene), cose per la casa (tappi del lavandino, riduttori del gas), spillette (l'ultima "east timor freedom now"), magliette, scatole di latta delle sigarette, portafogli in tetrapak (argh... copioni), bigiotteria, un maniglione con 2 ventose tipo quello dei ladri che uso per aprire la porta della mia cucina, piastrelle di vecchie case, vecchi e nuovi giocattoli, riviste porno anni '90. insomma tuttotuttotutto a poco prezzo ( al mercato a zoldo c'era un tipo che vendeva vestiti che si chiamava bepi fumei e sulla sua bancarella c'era scritto "bepi fumei bela roba a pochi schei"). Joe si é fatto prendere dalla febbre dello shopping meravigliando tutti noi (grazie ancora di essere venuti joe e michi!) e io ho trovato un pezzo di Tabucchi che fa proprio al caso nostro: "Cosa mi consigli, domandai, una camicia o una maglietta? La Vecchia Zingara sembró pensasse un momento. Ti consiglio una maglietta Lacoste, disse poi, tengono un bel freschino, se vuoi una Lacoste falsa costa cinquecento escudos, una autentica cinquecentoventi. Accidenti, dissi io, una Lacoste a cinquecentoventi mi sembra proprio a buon mercato, ma che differenze c'é tra la falsa e l'autentica? Avere una Lacoste autentica é una stupidaggine, disse la Vecchia Zingara, prima compri la falsa, che costa cinquecento, poi compri il coccodrillo che ne costa venti ed é autocollante, incolli il coccodrillo al suo posto e cosí hai una maglietta autentica. Mi indicó un sacchettino pieno di coccodrilli. Per di piú, disse, per venti scudos di coccodrilli te ne do quattro figliolo, cosí ne hai tre di riserva, che tante volte questi autocollanti non valgono niente, si scollano." (antonio tabucchi -requiem-).

lunedì 24 marzo 2008

dubbi dubbi e ancora dubbi


l'ora si avvicina, mi hanno anche preso a lavorare ai seggi (yeah) e non volendo essere uno scrutatore non votante sono uno scrutatore pieno di dubbi e poco informato. compro uno o due giornali italiani alla settimana, leggo un po' repubblica in internet e a volte becco il tguno (ahimé), ma continuo pieno di dubbi. e allora approfittando dell' assenza di lavoro, causa la confusione delle vacanze pasquali, ho stilato un freddo campionario delle liste del veneto 2 per la camera, perché essendo ancora ggiovane, non voto per il senato. cancello i destrorsi, i postnewteocon,i fans di beppe grillo, i socialisti italian style, boato,i liberali questi sconosciuti, ferrara (per cui cito "Ferrara, che non se lo vede neanche, vuole mettere il naso nelle faccende di quelli che se lo vedono."), quelli che ce l'hanno duro solo a pontida, berlusconi e il walter. cancello anche la sinistra l'arcobaleno perché candida caruso in secondo posto. mi accorgo con dispiacere che la mia scelta si restringe, di pietro ( e con lui firmani) non é che mi stanno sulle balle, ma non trovo il piú piccolo motivo per votare per loro. mi resta il movimento europeo diversamente abili di cui non so nulla, ma cosí a freddo meritano un po' del mio rispetto, il partito comunista dei lavoratori di cui apprezzo i manifesti a Cavriago, l'unione democratica dei consumatori di cui anche non so nulla, ma penso siano fans di lubrano e la sinistra critica, che un po' mi attira, non fosse altro per la parola critica che ci piace tanto sempre. é vero che tutti promettono nessuno mantiene vota nessuno, ma non ce la faccio, sono ancora troppo ggiovane per essere disilluso dalla politica. o meglio sono un po' disilluso da questa politica non dalla politica. persisto pieno di dubbi.

evora ( i muri di...)


ci sono tre
cose nella
vita che un
uomo non
puó negare
1 amore forte

e profondo e
non ho ancora
bevuto niente
oggi

lunedì 17 marzo 2008

pescatore

Getta le tue reti
buona pesca ci sarà
e canta le tue canzoni
che burrasca calmerà
pensa pensa al tuo bambino
al saluto che ti mandò
e tua moglie sveglia di buon mattino
con Dio di te parlòcon Dio di te parlò

Dimmi dimmi mio Signore
dimmi che tornerà
l'uomo mio difendi dal mare
dai pericoli che troverà
troppo giovane son io
ed il nero è un triste colore
la mia pelle bianca e profumata
ha bisogno di carezze ancora
ha bisogno di carezze ora

Pesca forza tira pescatore
pesca e non ti fermare
poco pesce nella rete
lunghi giorni in mezzo al mare
mare che non ti ha mai dato tanto
mare che fa bestemmiare
quando la sua furia diventa grande
e la sua onda è un gigante
la sua onda è un gigante

Dimmi dimmi mio Signore
dimmi se tornerà
quell'uomo che sento meno mio
ed un altro mi sorride già
scaccialo dalla mia mente
non indurmi nel peccato
un brivido sento quando mi guarda
e una rosa egli mi ha dato
una rosa lui mi ha dato
Rosa rossa pegno di amore
rosa rossa malaspina
nel silenzio della notte ora
la mia bocca gli è vicina
no per Dio non farlo tornare
dillo tu al mare
è troppo forte questa catena
io non la voglio spezzare
io non la voglio spezzare

Pesca forza tira pescatore
pesca non ti fermare
anche quando l'onda ti solleva forte
e ti toglie dal tuo pensare
e ti spazza via come foglia al vento
che vien voglia di lasciarsi andare
più leggero nel suo abbraccio forte
ma è così cattiva poi la morte
è così cattiva poi la morte

Dimmi dimmi mio Signore
dimmi che tornerà
quell'uomo che sento l'uomo mio
quell'uomo che non saprà
che non saprà di me,di lui e delle sue promesse vane
di una rosa rossa qui tra le mie dita
di una storia nata già finita
di una storia nata già finita

Pesca forza tira pescatore
pesca non ti fermare
poco pesce nella rete
lunghi giorni in mezzo al mare
mare che non ti ha mai dato tanto
mare che fa bestemmiare
e si placa e tace senza resa
e ti aspetta per ricominciare
e ti aspetta per ricominciare

(Pierangelo Bertoli)
[ma nella versione di Fiorella Mannoia]

giovedì 13 marzo 2008

Furto sventato

L'altro giorno facevo parte della folla della metro che aspettava che un'altra folla uscisse dal treno. sento qualcosa dietro di me, mi giro e una tipa proprio dietro di me, con un gesto quasi teatrale, fa a finta di grattarsi il naso guardando il soffitto. controllo il mio zaino tipo eastpack e vedo che la tasca piccola, dove c'era il mio portafoglio e il sacco del tabacco, era completamente aperta. MALEDETTA LADRA. mi rigiro, la riguardo cattivo e lei, un po' agitata, se ne va, perché non voleva prendere la metro, voleva solo prendere il mio portafoglio, MALEDETTA LADRA. Furto sventato dal mio udito di supereroe. "C'hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane, ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame", ma bisogna avere mani di fata.

mercoledì 12 marzo 2008

piccole cose senza importanza

ovvero piccoli pensieri che non meritano un post proprio, ma che uniti hanno una loro forza
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oppure i pensieri quotidiani di un futuro genio
.
-vi sembro russo io?o moldavo o insomma dell'Europa dell'Est? oggi, dopo aver scoperto che le suore di una scuola dove porto dei bambini sono italiane, di Verona (proprio come il loro accento anche dopo 20 di Portogallo, blargh!), mi hanno chiesto per l'ennesima volta (in realtá sará la terza o la quarta) se sono russo o moldavo. "Ah sei italiano, pensavo fossi russo, dici sempre solo -Sí-" "Cretina di una suora dico sí perché ho capito quello che mi hai detto di fare e lo faró (tipo dire alla mamma dei bimbi una cosa o portare una cosa il giorno dopo) cosa vuoi che dica?"
Un po' é vero che qui lo stereotipo del giovane italiano é quello di un fighetto che i boxer fuori dai pantaloni e le maglie rosa o quello di uno sfattone coi dreads che si fa mille canne, e io non rientro in nessuno di questi stereotipi. ma, in ogni caso, sembro un russo, cazzo?
.
-qui le sponde dei camion e camioncini (quelli da muratori, quelli che si guidano con la B) sono tutte in legno. all'inizio sembra figo, ma dopo due giorni sono giá tutte rovinate. non ne capisco il motivo.
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-dal '46,in Italia, abbiamo avuto 59 governi. Quando lo dico mi vergogno.
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-il vino liquoroso jeropiga impasta la bocca per le 14 ore successive. a titolo informativo e preventivo.
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-la Comunitá Europea ha deciso come obbiettivo per il 2020 l'uso del 20% di energie rinnovabili. Il Portogallo vuole il 31%, e qui, a oggi, non compensa mettere il solare nelle case perché lo Stato non aiuta per niente. dai che ce la fate!
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-ho una nuova cartina del Portogallo dove metto degli adesivi dei Simpsons nei posti dove sono stato.
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-lunedí mattina ero pimpante e ho detto al mio direttore che ero pronto per una nuova settimana di lavoro. E lui "sei malato?qui diciamo che se sei pieno di energie per lavorare devi sederti e aspettare che ti passi".
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formazione d'arrivo

tre italiani, due turchi, due tedeschi, una spagnola, un greco, una slovena, un'ungherese, una finlandese, un'estone, una francese, un'austriaca, un'irlandese, una bulgara, un'olandese. è la formazione d'arrivo per i volontari sve che ci sono in portogallo in questo periodo. l'obbiettivo era conoscerci e conoscere le tradizioni del portogallo. sí, va bene, in realtá l'obbiettivo era creare nuove situazioni per nuove barzellette. non c'era nessun svizzero.
Gli svizzeri non prendono parte neanche a una barzelletta.

mercoledì 5 marzo 2008

fábrica braço de prata



ci sono anche geni artistici,

non solo geni che inventano cose inutili,

come me,

piú o meno inutili.

martedì 4 marzo 2008

chapito.drakula.

Ingredienti:
3 attori sudati
3 bauli
30 cappelli
3 bicchieri di plastica
mille ore di preparazione

Storia:
I genitori di Drakula sono tristi perché il loro figlio ha male ai denti, quindi decidono di chiamare un famoso dottore londinese e farlo venire in Transilvania a vedere il figlio, il conte Drakula. Il dottore parte con sua moglie, arriva in Romania e consiglia un trapianto di denti al conte. Drakula quindi va a Londra per il trapianto, ma nel frattempo si innamora della moglie del dottore. Con i denti nuovi Drakula é un vero serial killer e alla fine Scotland Yard lo arresta e gli toglie i denti nuovi. La moglie del dottore lo aiuta ad evadere e gli procura una nuova dentatura puntuta, poi logicamente diventa un vampiro pure lei e scappano assieme. Allora il dottore decide di chiamare Van Helsing per trovare i due fuggitivi. Van Helsing arriva con due amici, provano a tendere una trappola alla coppia succhiasangue, ma sono trasformati in vampiri pure loro. Finale al buio con i 3 vampiri cacciavampiri che si dirigono lentamente verso il pubblico.

Risultato:
Uno spettacolo coinvolgente e veloce, con 3 attori e mille personaggi. L'attore cambia personaggio cambiando solo il cappello, arrivando perfino a fare dei dialoghi tra 2 personaggi interpretati entrambi dallo stesso attore. I bauli diventano bare, carrozze, cavalli, treni, navi, valigie, tavoli, porte, armadi e mille altre cose ancora uscite (secondo me) in mesi e mesi di preparazione.

Morale:
Un mio piccolo passato che si poteva trasformare in un possibile presente si incontra con il mio presente. L'anno scorso avevo chiesto a Chapito (la scuola di circo di questa compagnia teatrale) se potevo fare lo SVE lí. Ti faremo sapere. E ora sono andato a questo spettacolo con i ragazzi del VIllaggio SOS.

zio paperone

Questo lavoro, questo lavoro coi bimbi che sto facendo e che voglio fare piú o meno tutta la vita, forse non mi fará fare carriera, forse non diventeró un esperto pedagogico o uno psicologo dell'infanzia, ma é proprio un lavoro in cui, ogni giorno, ogni cosa che faccio, mi dá esperienza, mi aiuta a risolvere o prevenire problemi un domani, o semplicemente a fare bene, meglio, il mio lavoro. E ora ho deciso che voglio anche un'esperienza data dai libri, dall'universitá per fare questo lavoro, ma mi sono accorto che, in qualche maniera, sto giá studiando.
Accumulo monetine di esperienza come Zio Paperone fin dai tempi del Klondike.

lunedì 3 marzo 2008

OH YEAH

ROMPERE LE BALLE
PAGA!







ho di nuovo il mio corso di portoghese

che epico cazzo

domenica 2 marzo 2008

o publico


"Voglio che sappiate che quando
parliamo di guerra, in realtá
stiamo parlando di pace"

George W. Bush



18 anni di Publico
E il mondo, quand'é che crescerá?
.
.
.
.
.
Publico é uno dei giornali piú importanti in Portogallo, ve la immaginate una pagina cosí di Repubblica?

giovedì 28 febbraio 2008

L'alienazione / 1

Un tempo, negli anni giovanili, ho fatto il cassiere in una banca. Ricordo, fra i clienti, un fabbricante di camicie. Il direttore gli rinnovava il credito per pura pietá. Il povero camiciaio viveva in uno stato di angoscia permanente. Le sue camicie erano buone, ma nessuno le voleva.
Una notte, il camiciaio ricevette la visita di un angelo. Alle prime luci si sveglió, colto dalla rivelazione. Fu in piedi in un salto.
La prima cosa che fece fu di cambiar nome alla ditta, che passo a chiamarsi Uruguay Sociedad Anónima, patriottica voce che in sigla suona : U.S.A. Come seconda cosa, appiccicó ai colletti delle sue camicie un'etichetta con su scritto Made in U.S.A., il che era perfettamente veritiero. La terza cosa fu quella di vendere le camicie agli sciocchi. E come quarta cosa pagó i debiti e fece quattrini.

Eduardo Galeano
Il libro degli abbracci

venerdì 15 febbraio 2008

l'altro capo del mondo / o outro lado do mundo

A che ora si fa colazione all'altro capo del mondo? Voglio dire, a che ora portoghese si fa colazione all'altro capo del mondo, in Australia? Se faccio colazione qui alle 11 di sera, alle 23, sará un po' come fare colazione assieme no? Forse mi mancherete un po' meno, forse ci mancherete un po' meno. Grazie di tutto e buon viaggio Maria Miguel & Martim!
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A que horas ha o pequeno almoço no outro lado do mundo? Quero dizer, a que horas portuguesas ha o pequeno almoço no outro lado do mundo, na Austrália? Se vou tomar pequeno almoço aqui as 11 h da noite, as 23 h, será um bocado como tomar pequeno almoço juntos, não é? Talvez assim vou ter menos saudades vossas, talvez assim vamos ter menos saudades vossas. Obrigado por tudo e boa viagem Maria Miguel & Martim!

venerdì 8 febbraio 2008

azenhas do mar....outra vez

lá nella casetta lassú nella scogliera i nostri giovani eroi si divertivano con i loro passatempi preferiti:
matia, spapparanzato sull'amáca o ámaca, cercava errori (secondo lui) nella traduzione portoghese di un libro di tabucchi:
Janeca asciugava la televisione, per toglierle l'umida umiditá, non avendo a disposizione mollette abbastanza forti per stenderla al filo:

e il mare ci ricordava che tra 100 anni questa casa non esisterá piu, grazie al signor Riscaldamento Globale:


Ricordatevi di noi quando acquistate un frigorifero!

giovedì 7 febbraio 2008

daaaaa


ieri in una libreria ho trovato "il fu mattia pascal" di Pirandello tradotto in portoghese. Ma il titolo era "ele foi mattia pascal" cioé -lui fu mattia pascal- e non -il fu mattia pascal-.
Mi chiedo: ma il traduttore ha letto il libro o l'ha solo trascritto tutto nel traduttore di Google? La cosa geniale del libro é che lui, il protagonista intendo, era il "fu mattia pascal", che il "fu" era parte integrante del nome pur essendo lui ancora vivo. Potrei fare il traduttore da grande.
O il critico, almeno il critico.

mi compiaccio

per telefonare dall'
ITALIA al PORTOGALLO
comporre
3 5 1

hihihihi

mercoledì 6 febbraio 2008

il calcio


il martedí e il giovedí dalle 7 alle 8.30 porto 3 ragazzi del villaggio dove lavoro ad allenamento di calcio in un paese/cittá lí vicino, Estoril. Mi piace tanto perché poi parliamo di calcio coi ragazzi, perche posso stare al bar del campetto a leggere, bere delle simpatiche birrette mini e guardare l'allenamento. Il bar del campetto é un mondo, é un libro con i suoi personaggi e i suoi equilibri.
Provo a descriverveli, per quanto possibile a parole:
-i 2 allenatori: ex-calciatori con ancora l'abilitá nel calciare il pallone, che fumano e urlano per un ora e mezza, che dicono (poche) parolacce e che si incazzano coi ragazzi, ma che, secondo me, allenano bene.
-il signor Mario: é tipo il responsabile del campo e delle attrezzature, é suuuuuuperciccionissimo, tipo secondo me non si vede il pisello quando piscia, lo cerca a tastoni come Peter Griffin, anche lui fuma ed ha una mega barba bianca e grigia che gli circonda anche tutto l'orecchio. A volte mi saluta.
-un papá: é il papá di uno dei compagni di squadra dei "miei" ragazzi, una volta mi ha attaccato bottone chiedendomi una sigaretta ed ho capito che in realta voleva vendermi qualcosa, qualsiasi cosa, ha provato con un orologio al quarzo, un cellulare e un portatile. Un giorno é arrivato un tipo a cui, secondo me, il papá in questione doveva dei soldi ed era tutto agitato, sembrava in un film. Poi é riuscito a scappare promettendo di tornare con un computer portatile nuovo per 50 euri.
-lo strano: lo strano é nero, ma con le labbra rosa per quella malattia che ti toglie la pelle, non si capisce niente di quello che dice, parla superveloce e in slang, crede che il mio tabacco sia erba e mi racconta le sue serate a fumare erba strabuona in casa sua. Tutte le volte mi promette di portarmene anche a me, ma io non mi fido.
-la nave-scuola: é una ragazza all'incirca della mia etá, cicciona, molto cicciona, che ha super confidenza con tutti i ragazzi della squadra (che hanno peró 13 anni!) e solo pensare che lei potrebbe (o vorrebbe?) fare da nave-scuola a questi ragazzi mi fa venire i brividi e il vomito.
-il bar: anche lui é un personaggio in questa storia, é ritrovo di genitori, operai, tifosi. È pieno di bandiere e gargliardetti delle squadre, ha 2 biliardi e un calcetto e uma imperial (una birra piccola) costa 65 cent.

tampa-x

in portoghese "tappo" tipo tappo di bottiglia ( ma non a corona), tappo della penna, ecc. si dice TAMPA

hihihi come TAMPAX

i giochetti di parole tipo: "mmh questa ragazza sa di tampa" si sprecano ma il migliore resta quello di Elio:

"Nella tua cameretta c'e' un signore che aziona la pressa suoi tuoi piccoli amici di ovatta che invocano aiuto, ma lui te li ruba e va via. Tu piangi e insegui i tuoi morbidi teneri, fradici tappi per la figa pelosa."

quindi o Elio sa il portoghese (il che mi onorerebbe molto) o Tampa ha un origine latina e Elio sa il latino o Elio é un genio.

il piú povero e cosí all'infinito

poco tempo fa sono andato a una cena con amici dove c'era anche un ragazzo serbo che lavora in italia. Parlando del piú e del meno é venuto fuori che lui odia i rumeni e gli zingari. ieri ho pensato che io, per fortuna o per un caso, non mi sono mai sentito discriminato (a parte gli scherzetti sulla mafia che ci sono qui e che io bonariamente alimento hihiihi), ma che se lo fossi cercherei di non discriminare a mia volta. Ma forse queste cose non si possono pensare a mente fredda o non essendo nella situazione. Ma riconosco che avevano ragione i 99 posse in Comuntwist:
.

...Perché quando il compagno Marx
si portava ancora non male
il nemico del popolo era
il padrone ed il capitale,
ma adesso che non va più
e lo stato sociale è finito
il nemico del povero è
il più povero e così all’infinito...
.
e, Luca, se Prodi fosse come Marx ( fisicamente e non solo intendo) non l'avrebbero mai sfiduciato
o almeno se avesse avuto la sua barba.

sabato 2 febbraio 2008


leggimi i fondi del mio caffé, zingara, cigana,
per piacere,
anzi no, li so da me,
il caffé é finito, ma io ne ho ancora voglia.
tudo o resto está a correr bem, as vezes muito bem.
obrigado cigana.

com saudade

bimbi di spini
marti&ila
mi mancate

martedì 22 gennaio 2008

grazie

grazie a tutti per questo mio momento duro ma sereno.

grazie a quelli a lisboa,
grazie a quelli a zoldo,
grazie a quelli a trento,
grazie a quello in francia,
grazie a quello che era in francia ma ora é a trento,
grazie a quella a barcellona,
grazie a quella a firenze,
grazie a quelli a bicesse,
grazie a quelli in italia, sparsi.
.
Vi voglio bene.

Immagine a reti unificate

Foto di famiglia in un interno.
Da sinistra a destra: Luca, Janeca, Matia, Daniele. Matia saluta

con la mano. Janeca ha il suo astuccio, finalmente.

martedì 15 gennaio 2008


ora so di chi é questo sorriso in cielo

mercoledì 9 gennaio 2008

in aria di promozione

sono stato promosso a nuove mansioni!
da domani é stato deciso che il club dove lavoro di solito sará aperto solo i fine settimana, cosí i ragazzi (forse) saranno piú concentrati sullo studio e sui compiti (eh eh) quindi ora io, nei giorni della settimana, sono

.

AIUTO AUTISTA DEL PULMINO

.
vale a dire che vado in giro con l'autista, che si chiama Ricardo, a prendere i bimbi a scuola, a portarli a calcio, agli scout o non so dove. Ricardo resta nel pulmino e io vado a scuola a prendere i bimbi.
figo! (mi sembra)
forse cosí i ragazzi daranno piú importanza al tempo che passiamo nel Club e saranno anche piú disposti a fare cose piú organizzate, insomma a sfruttare meglio il tempo lí dentro.
e poi mi sono sempre stati simpatici gli autisti del pulmino. I miei, che quando ero piccolo mi portavano all'asilo dalle suore, ci insegnavano durante il viaggio mille canzoni, tra le quali "bandiera rossa", sia nella versione originale che in una per studenti che qui riporto:


.
"avanti popolo alla riscossa,
dei professori vogliam le ossa,
del Signor Preside vogliam la pelle
per far salsicce e mortadelle.
E se qualcuno ci contradisce
noi gli faremo il culo a strisce,
lo porteremo in Piazza Dante
e gli tireremo giú le mutande."
.
e non dimentichiamo poi Otto dei Simpsons.
HARD ROOOOOOOCK!!

martedì 8 gennaio 2008

sondaggino (vieni qui che ti spalmo sul panino)



davanti a casa mia ci sono queste piastrelle con questo disegno brutto brutto:



analizziamo ora un particolare del gesú bambino:



chi vi assomiglia?

-a- de michelis

-b- scalfaro

-c- altro

matia e l'umiditá



uno spettro si aggira per casa mia...


...lo spettro della umida umidità!


questo week end pioveva, una pioggia piccola piccola che non si vedeva ma ti bagnava tutti i vestiti. sabato ho lavato dei vestiti e non si sono ancora asciugatiiiiiiii, la carta igenica é tutta schifosa, le cartine sono tutte incollate su sé stesse, aaaaaaaaahhhhhhh.
mi sorge allora un dubbio, anzi 2:

-come fanno i vecchi qui a non morire di reumatismi?

-e le mie ossa del braccio sx come staranno in questa umida acquosa umida umiditá?


quindi inizerá da oggi la prima crociata contro l'umida umiditá. la mamma di janeca mi ha prestato tre casse desumidificatrici (?) che io piazzeró in giro per la casa come potenti mine antiumidaumiditá e vedremo i risultati sul campo.
non faccio prigionieri, io.
ah il ritorno al lavoro é andato bene, a parte l'umida umiditá.
sí ok la smetto

venerdì 4 gennaio 2008

mmh...

arrivato a lisboa
mentre a casa e a trento nevicava cazzo cazzo
oggi comincio a lavorare, ricomincio volevo dire
ho voglia?
sí, un po' si, oggi ho sognato che andavamo in gita e io giudavo un furgone e non sapevamo dove andare.
peró 2 settimane di relax a casa e a trento ingolfano un po' la mia voglia di lavorare al mio club
boh
vedró oggi

intanto un grazie a tutti, a quelli che c'erano alla festa da miche (chi piu chi meno) e anche a tutti quelli che ho visto a trento e a zoldo

(marco, al video dela fiocada?)

martedì 18 dicembre 2007

____-----_____------


comunicazione sospesa
comunicazione sospesa
comunicazione sospesa
ultimo post del '07:
domani sera parto per porto ( greta, é una figura retorica "parto per porto"?) e venerdí prendo l aereo per bergamo, li mi trovo con dani e la roby forse (YEAH!) e poi vado a casa a zoldo (YEAH!).
io e la janeca saremo a trento (YEAH!) dal 28 dicembre all'1 o il 2.
quindi ci vediamo al picaro il 28?(YEAH!)
HO HO HO
buone feste a tutti e a presto

venerdì 14 dicembre 2007

Ogni clessidra sogna de perd la sabbia in un desert….

mercoledì 12 dicembre 2007

grazie denis


attesa


sí, batto un po' la fiacca, tecnologicamente parlando,
oggi sono infermiere e dama di compagnia
e da domani comincio una tirata non-stop al lavoro prima di partire per tornare a casa.
quindi forse le mie gesta, gesti e disavventure portoghesi attenderanno un po' per essere narrate, scusate
buona giornata a tutti

martedì 4 dicembre 2007

cosa farete quando la novità che rappresentate sarà finita?
vi appellerete all'inutilità della puntualità
della puntualità

giovedì 29 novembre 2007

comunicato #3



LISBOA, 29 de novembro 2007

comunicato #3

L'amba-sciatore del libero Stato del Contentistan a Lisboa, dopo aver riunito la Corte di Cassazione del libero Stato del Contentistan nel salone delle grandi occasioni dell'Amba-sciata, ha deciso che:

il referendum datato 28 de novembro é incostituzionale per la Costituzione del libero Stato del Contentistan perché le domande erano poste in modo fazioso.

Ció nonostante l'Amba-sciatore desidera chiedere scusa all'Amba-sciatrisce(piú amba che sciatrice) onoraria del libero Stato del Contentistan per le parole dette.

L'amba-sciata desidera inoltre ringraziare i cittadini votanti, ma soprattutto i bimbi di Spini.

L'Amba-sciatore del libero Stato del

Contentistan

Matia Losego

mercoledì 28 novembre 2007

il sondaggione


(se questa parte del post è in corsivo c'è un motivo: è venuto dell anima di una povera ragazza innamorata di uno puzzolento)

allora...!

io, janeca, ho fatto questo bel regalo a tia, mentre lui era in italia. la nostalgia mi riempiva il cuore e per fare il tempo andare piu veloce, e per fare la distanza sembrare meno dura (ai babbabia questo sarebbe mooooolto piu facile in portoghese...!) ho usato tutto il tempo disponibile, tra i varie duri lavori che ho, per fare questo calendario dell' avvento.

bisogna sottolineare che la porta di ogni singolo maledetto giorno è fatto coi piccoli piccoli piccoli puntini di un ago. fatto a mano. hmm. fatto con la mia mano (i puntini, non l'ago)

ora...

essendo tia ed io a casa di mia zia (posso sottolineare mia??) tia ha deciso dire che questa mia prova di amore era, e cito "esteticamente media".

diteme voi, principi e principesse vaniglie come me, che ho ragione a dire che tia, a volte, potrebbe pensare, per un attimino ino ino, a quello che dice.

(togliamo il corsivo sentimentalista e scriviamo le cose in una maniera il piú possibile oggettiva -se non é oggettiva potete dirlo, come su wikipedia)

ho molto apprezzato il pensiero, cosí come apprezzeró la cioccalata che é nascosta dietro ogni singola porticina.

ma...

il tema del sondaggione, il motivo per cui voi, voi tutti, siete chiamati a votare sui commenti é un altro.

il tema é:

"esteticamente parlando ed esclusivamente esteticamente parlando il caledario dell'avvento di cui sopra é:

(a) orribile

(b) medio

(c) bello

(d) stupendo meraviglioso

(e) nessuna risposta

cittadini

votate e siate onesti, con noi, con voi stessi e con il paese in cui siete.

aspettate, aspettate

perchè la domanda NON è su la estetica di questo bello (hihihi) oggetto. è su la necessità (o no) di giudicare sulla estetica di un regalo fatto a mano a tavola con la famiglia di uno.

ah! dettaglio: NESSUNO ha chiesto a tia se era bello o meno, questo regalino. ha deciso lui, dal nulla, di exprimere il suo giudizio sul calendario.

quindi l'opzione sono:

(a) [dling!] tia, impara a stare zitto!

(b) [dling!] tia, impara-a-stare-zitto!

(c) [dling ancora!] impara a stare zitto, tia!

votate, votate!

e puniamo questo puzzolento ora, prima che sia tarde.

il mio ronzinante

...col mio scudo e
Ronzinante
,colpirò con la mia lancia l'ingiustizia giorno e notte...

obrigado sofia clara


bzzz...zzzz...


bzzzz...bzzzzz...GRETA GRETA....PASSO....

.

.

.

bzzzz...zzz...GRETA RISPONDI....PASSO...zzz...bzzz

.

.

.

....EHI MA STO PARLANDO DA SOLO?.....GRETA?....bzzzzz

grazie

io ho un amico che ha un blog
e questo blog é geniale
e io sono stato la seconda persona
a sapere di questo blog

quindi grazie.

lunedì 26 novembre 2007

by janeca warhol


strumenti di lavoro



ogni lavoratore ha i suoi strumenti di lavoro, il muratore la cazzuola, l'idraulico il giratubi, luca le miniultrananoparticelle, il mio è il calcetto (amo questo lavoro-almeno per ora).


osservando il mio strumento di lavoro non ho potuto non notare le differenze tra la versione italiana, il calcio balilla (ma cosí sembra un po' fascista), e quella portoghese, os matrecos:



-qui gli omini non sono rossi e blu, ma rossi e bianco-verdi, cioé benfica vs sporting;



-qui gli omini non sono di plastica, ma sono di latta;



-qui il campo é un po' più grande e il risultato è che ci sono molti più punti dove, se la palla si ferma, bisogna intervenire con la mano;



-qui il portiere riesce completamente a girare su sè stesso quindi si puó fare girella. Anzi è addirittura permesso fare girella col portiere!;



-qui il gol dal portiere non vale 2 punti, nessuno conosce questa regola e quindi non si puó neanche litigare sul fatto che sia valido o no;



tutte queste differenze potrebbero far diventare molto più interessante una sfida italia-portogallo a calcetto, con partite in casa e in trasferta e con i gol fatti in trasferta che valgono di piú.



sono aperte le iscrizioni!



vinicio capossela



grande spettacolo

non ho detto concerto, ho detto spettacolo

con lui che cambiava di abito ad ogni canzone,

come una vera primadonna di SanRemo,

con canzoni dolci,

al suono di mille schiocchi di dita,

che sembrava piovesse.

e canzoni forti,

dove le sedie dell'Auditorium

erano decisamente di troppo.

Vinicio Capossela a Lisboa

forse replico sabato prossimo

doclisboa

DOCLISBOA

ovvero piccole recensioni in inglese di documentari che mi sono piaciuti

enemies.of.happiness

jesus.camp-hidden-arks-the.two.faces.of.war

santiago-these.girls-the.mall

santa.fe.street-cuba.an.african.odyssey

a.father's.music-abandoned

el.caso.pinochet-hot.house-The Little Girl and the Dog Go the Queen's Ball

venerdì 16 novembre 2007

c'é chi é alto e c'é chi no

Repubblica 15 novembre 07:
"Nulla giustifica il poliziotto che ha sparato ad altezza d'uomo.É stato un atto di follia imperdonabile" All'uscita dal tribunale il capo della procura di Arezzo, Ennio Di Cicco, é severo con Luigi Spaccarotella, l'agente che domenica ha ucciso Gabriele Sandri (tifoso laziale -ndM-) sparando da un'area di servizio all'altra dell'autosole.

Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Fatti_del_G8_di_Genova#_note-23
Una foto scattata da Dylan Martinez, dell'agenzia Reuters, con una prospettiva molto schiacciata causata dall'impiego di un teleobiettivo, fa apparire Giuliani immediatamente di fronte al finestrino posteriore sfondato, nel quale si intravede una mano che regge la pistola. La stessa fotografia mostra altri particolari: l'aggressione dal lato destro e posteriore, le dimensioni e la morfologia reali della palanchina in legno utilizzata contro il defender, e la pistola impugnata all'interno del mezzo dei Carabinieri, puntata tenendo il calcio in orizzontale e ad altezza d'uomo.

Forse Mario Placanica (che ha sparato a Carlo Giuliani -ndM) era molto basso e ha sparato in aria.

Oppure Carlo Giuliani non era un tifoso della Lazio.

giovedì 15 novembre 2007

##

che fastidio






che palle

comunicato #2

LISBOA, 15 de Novembro de 2007
comunicato # 2
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L’amba-sciatore del libero stato del CONTENTISTAN in terra lusófona, giá comandante con il compagno Daniele del piccolo stato autonomo di LARGOCARDUCCIGRAD, desidera comunicare che:
in data 14 de Novembro 2007, vale a dire ieri, il nosto uomo di stanza a Lisboa ha raggiunto l'importante obiettivo chiamato, in termini strategici, QUOTA 37.
Con sprezzo del pericolo e abile conoscenza della lingua del posto é riuscito ad insegnare ai bimbi il gioco denominato
UN, DUE, TRE...STELLA.
L'azione é cominciata convolgendo un bimbo e giocando in 2 a questo gioco, cosa quanto mai ridicola, successivamente il bimbo giá adepto a questo gioco ha coinvolto i suoi coetanei e l'obiettivo é stato raggiunto tra urla festanti della popolazione civile.
L'amba-sciatore e tutto il libero stato del CONTENTISTAN desiderano salutare e ringraziare in veste ufficiale l'amica Greta in terra catalana e il compagno (di appartamento) Denis di stanza in Trento (ITA).
Seguiranno altri rapporti scritti sui nostri movimenti strategici.
L’amba-sciata saluta i colleghi, i compagni e gli amici sparsi in terra europea e italiana.
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L'amba-sciatore del libero stato del CONTENTISTAN
matia losego

lunedì 12 novembre 2007

anonima nuvolari



l'altra sera siamo andati in un circolo, tipo Il Funambolo, a sentire un concerto dell'

ANONIMA.NUVOLARI

un gruppo di italiani in terra portoghese che suonano canzoni degli anni '50, vinicio caposella (che vado a vedere sabato prossimo a 5 € alla faccia dell'Auditorium S. Chiara ahahah), Carosone e via dicendo.

Era come essere all'ambasciata, si parlava solo italiano, si riconoscevano dialetti e comportamenti tipici delle regioni del BelPaese.

Il posto era un appartamento di 2 piani, riadattato a circolo, con il piano sotto con un palco e le luci per far suonare i gruppi. Giá all'inizio del concerto lo spazio era strapieno, ma nonostante questo, nonostante i tipi dell organizzazione avessero deciso di non fare entrare piú nessuno, le persone(ovvio anche noi) continuava a scendere le strette scale perché diamine

siamo italiani, anche in un posto pieno di gente ci sará sempre posto per uno in piú cosa vuoi che sia...

la mia casa

la mia casa





la mia casa é grande, giallina, piena di cose inutili e fredda, molto fredda.

la mia casa era sporca e spoglia.

la mia casa non mi piaceva.

ora la mia casa mi piace di piú, soprattutto la cucina,

ma, é ufficiale,
non mi piace vivere da solo solo

é strano, brutto

mi trovo a fare delle cose tipo questa:



e anche se qualcuno di voi dirá:" Ehi geniale!" , io la ritengo un evidente sintomo di qualche problema.

aiutatemi

tipo mandatemi dei soldi con un vaglia e vi citeró nella mia autobiografia postuma.

lunedì 5 novembre 2007

stereotipi

Mamma, son tanto felice
perché ritorno da te.
La mia canzone ti dice
ch'è il più bel sogno per me!
Mamma son tanto felice...
Viver lontano perché?

Mamma, solo per te la mia canzone vola,
mamma, sarai con me, tu non sarai più sola!
Quanto ti voglio bene!
Queste parole d'amore che ti sospira il mio cuore
forse non s'usano più,
mamma!,
ma la canzone mia più bella sei tu!
Sei tu la vita
e per la vita non ti lascio mai più!

Sento la mano tua stanca:
cerca i miei riccioli d'or.
Sento, e la voce ti manca,
la ninna nanna d'allor.
Oggi la testa tua bianca
io voglio stringere al cuor.

Mamma, solo per te la mia canzone vola,
mamma, sarai con me, tu non sarai più sola!
Quanto ti voglio bene!
Queste parole d'amore che ti sospira il mio cuore
forse non s'usano più,
mamma!,
ma la canzone mia più bella sei tu!
Sei tu la vita
e per la vita non ti lascio mai più!
Mamma... mai più!

torno a casa, a trovare la mia mamma e la mia nonna, il 19-20-21-22 novembre!

alimentiamo gli stereotipi sugli italiani e la mamma. all'estero ci rendono tutti cosí simpatici.

venerdì 2 novembre 2007

até sempre
até amanha

mercoledì 31 ottobre 2007

report# 3 o anche riflessioni sui seguaci

ieri pomeriggio mi avevano chiamato alle 3 per una riunione sui miei orari e sui progetti per le prossima settimane. "Figo!" mi sono detto. Stolto. Dalle 3 alle 3.30 ho aspettato fuori dalla porta, dopo di che ho bussato e rotto un po' le balle (come mi ha suggerito il mio predecessore) poi sono tornato ad aspettare. A questo punto la mia mente ha cominciato a macinare pensieri sul clero e i suoi seguaci. Sí, non ve l'avevo detto, miei cari amici mangiapreti e non, ma qui é pieno di santi e madonne appesi (in un quadretto, mica a testa in giú) e di ricami con il Padrenostro in portoghese e di croci (anche una enorme all'entrata che sembra un cimitero). Nonostante questo non ho avuto ancora modo di verificare se, oltre a predicare, razzolano anche fra chiese e catechismi (cataclismi?), quindi non giudichiamo prima di conoscere. Peró, come dicevo, in questa mia lunghissima attesa di ieri, la mia mente macinava e quindi giudicava anche: ho pensato che mi stanno proprio sulle balle i seguaci del clero, non perché seguaci, ne' per le loro convinzioni, anch'io credo in qualcosa, in molte cose. Mi stanno sulle balle perché si preoccupano piú di appendere croci e ricamare Padrenostri (ricamare in tutti i sensi) che di cose piú importanti che la religione dice di osservare per rispetto dell'altro, tipo:
  • rispetto del tempo dell'altro (in questo caso io)

  • spiegare le cose dicendo "pane al pane e vino al vino, anzi pane al pane e vin santo al vin santo"

  • accogliere il piu' possibile bene chi arriva e non capisce perfettamente la tua lingua

Forse questi miei pensieri sono anche dovuti a una conversazione avuta ieri col direttore (nonché mio tutor) che riporto in italiano per voi non-lusofoni come me eheh:


DIRETTORE:Matia sai che non si possono portare ragazze a dormire in casa qui?


MATIA: perché?


D:per il regolamento del villaggio, perché chi lavora qui non ha la sua famiglia qui


M:grrr...posso vedere il regolamento del villaggio?


D:non c'é, non esiste


M:ah allora é solo una tradizione orale, come prima di Hamurrabi?

D: hmm...non lo so.

che schifo

martedì 30 ottobre 2007

report #2

secondo giorno di lavoro:
vabbé lo so che deve ancora cominciare, pero sembra migliore del primo.Stamattina ho saputo che sabato andremo a teatro a Lisboa a vedere il barbiere di Siviglia, oggi avevo caffé in casa, ho buttato via la cosa piú sporca che c'era in casa mia (uno stupido asciugapiatti) e sono pronto a ricominciare.
ieri sera ho deciso che
icarovoleráanchequi,ahsevolerá

lunedì 29 ottobre 2007

report #1

primo giorno di lavoro:



BESTEMMIE
LACRIME
MAL DI TESTA

giovedì 25 ottobre 2007

comunicato # 1

LISBOA, 25 de Outubro de 2007
Comunicato # 1
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L’amba-sciatore del libero stato del CONTENTISTAN in terra lusófona, giá comandante con il compagno Daniele del piccolo stato autonomo di LARGOCARDUCCIGRAD, desidera comunicare che: .
il nostro uomo di stanza a Lisboa andrá finalmente a cominciare il suo progetto di Servizio Volontario Europeo in Portogallo.
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La data di inizio é il prossimo
lunedí 29 ottobre 2007
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La notizia era giá trapelata in via confidenziale, ma notizie cosí importanti vanno rese note solo con comunicati ufficiali.
Il nostro eroe, dopo aver superto le difficoltá della burro-crazia portuguesa, visiterá oggi la sua nuova casa, situata in Bicesse, nella regione di Cascais, abbastanza vicino alla capitale dello stato ospitante e ne riferirá rapporto a breve su questo blog. Nel finesettimana antecedente la partenza della sua attivitá si recherá a Porto per un visita di piacere con la sua compagna Janeca.
Nella settimana avvenire comincerá anche il corso di lingua lusófona al fine di poter parlare agevolmente con gli abitanti del luogo e con i bambini con cui lavorerá.
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L’amba-sciatore e tutto il libero stato del CONTENTISTAN desiderano ringraziare la spendida sua compagna Janeca e la sua famiglia che hanno ospitato il nostro uomo in terra portuguesa.
Seguiranno altri rapporti scritti sui nostri movimenti strategici. L’amba-sciata saluta i colleghi, i compagni e gli amici sparsi in terra europea e italiana.
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L'amba-sciatore del libero stato del CONTENTISTAN
matia losego

lunedì 22 ottobre 2007

i nostri 25 aprile


Due 25 aprile, quest'anno voglio festeggiare due 25 aprile, il nostro - tedeschi e fascisti fuori d'italia- e quello portoghese, con la fine della dittatura e, meravigliosamente, anche della guerra coloniale in Angola, Capo Verde, Guinea Bissau e altri posti esotici. Qui il 25 aprile le gente, il popolo e con loro i militari decisero che non ne volevano piú sapere di dittatura, che era stata di Salazar e che nel 1974 vedeva al potere un altro tipo che si chiamava Marcello Caetano. Cosí decisero e cosí fecero, senza quasi una goccia di sangue. E in Africa finí anche la guerra coloniale, che ha visto tanti portoghesi nelle file della resistenza africana. Ho visto un documentario sulla guerra coloniale, si basava su una frase di Amílcar Cabral, una figura importante della lotta per l'indipendenza: "non facciamo la guerra contro il popolo portoghese, ma contro il colonialismo". In questo documentario, alla fine della guerra, un nero, penso uno dei leader della resistenza in quella zona, esaltava la folla con tanti HURRÁ; viva guiné livre, viva africa livre, viva o povo livre e alla fine...viva portugal. Mi ha stupito, tantissimo. E non so se questa tranquillitá, questo essere tranquillamente pacifici é portoghese o il Portogallo l'ha ereditata dall'Africa.C'é molta Africa qui.


Quindi i due 25 aprile che andró a festeggiare tra qualche mese sono diversi. I nostri nonni sono andati (giustamente, madonna) avanti 2 anni per cacciare i tedeschi e per liberare le nostre cittá, qui erano semplicemente tutti stufi e hanno detto basta in pochi giorni; qui, nel '74, c'erano giá i cantautori, noi abbiamo le canzoni popolari, noi abbiamo qualche foto, loro giá i filmati con i capelli lunghi (le gente non i filmati), le barbe e gli occhiali a goccia. Peró qualcosa di uguale ci deve essere cazzo, non é possibile che avere la stessa data, su 365 possibili, non rimandi a qualcosa di piú profondo che ci accomuna. Qualcuno mi ha detto che loro hanno scelto questa data proprio in memoria della nostra, ma non é vero perché c'era stato un tentativo di colpo di stato un mese prima, a marzo. Ecco forse é che a noi popoli mediterranei, stessa faccia stessa razza, la primavera ci fa incazzare.


Voglio arrivare pronto a questi 25 aprile, voglio conoscere di piú la storia del Portogallo e insegnare qualcosa, se qualcuno mi chiederá, sulla nostra; voglio conoscere la loro musica e i loro cantautori, tipo Zeca Afonso; voglio commuovermi il 25 aprile.

giovedì 18 ottobre 2007

contra guantanamo

mercoledì 17 ottobre 2007

ORIZZONTI

Per me l'orizzonte é sempre stato qualcosa di chiaro, di definito. Da Zoldo vedi le montagne, lí ferme, immobili (deriva dei continenti a parte...), sai che se sarai bravo, forte e determinato potrai arrivare lí in cima, potrai arrivare al TUO orizzonte. E potrai superarlo, se ne avrai voglia, per vedere un altro orizzonte, sempre comunque raggiungibile e scavalcabile.

Qui invece é diverso, arrivi in cima alla scogliera, su una curva della strada e vedi l'oceano, che enorme arriva verso di te. Vedi una riga di un blu diverso dal cielo giú in fondo, una striscia di grigio che sono nuvole, ma sembra lo smog delle nostre cittá e poi il cielo. È quello il TUO orizzonte, e non é fermo, non é immobile, anzi corre verso di te fino a sotto lo scoglio da cui lo guardi. Qui l'orizzonte ti arriva in faccia, é vivo ed enorme. Un po' ho provato a immaginare che al di lá di questo orizzonte c'é l america, ma non mi dá nessuna sicurezza questo pensiero e allora devo attaccarmi con tutte le mie forze alla terra che vedo e alla sicurezza che mi porta vederla e saperla ferma come le mie montagne.
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"La gente come noi, quando guarda il mare, non resta a bocca aperta a respirare lo iodio, né progetta di scoprire l'America. Niente. Guardiamo il mare e prendiamo atto che la terra é finita. Tutto qua. Il mare é la fine della nostra terra e non l'inizio di qualche terra lontana, magari migliore della nostra. Nemmeno ci passa per la testa, almeno finché viviamo in armonia. Questo ci rende allo stesso tempo fortissimi e fragili. Siccome consideriamo il nostro piccolo spazio "tutto il mondo", abbiamo difficoltá ad andarcene. Ma per questa stessa ragione, ovunque andiamo, riusciamo ad ambientarci senza perdere noi stessi. Il motivo é che ci portiamo appresso un mondo in miniatura." (Giovanni Maria Bellu -i fantasmi di portopalo-piccola biblioteca oscar mondadori).
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Non so se sono pienamente d'accordo con queste frasi, ma ,indubbiamente, l'orizzonte in cui nasciamo deve per forza influire sul nostro carattere no?

carteira-portamonete




CARTEIRA-PORTAMONETE IN TETRAPAK PORTOGHESE

SICURO, COLORATO, IMPERMEABILE (un po...)

domenica 14 ottobre 2007




hihihi quanto mi piace questa foto ad alzo zero

sabato 13 ottobre 2007

mercoledì 10 ottobre 2007

IO NEL MONDO DEI SIMPSON!!!!YUUHUU!!!
www.simpsonizeme.com

martedì 9 ottobre 2007

9 ottobre 1963

oltre che l'anniversario della morte del Che (1967) il 9 ottobre (1963 questa volta) é anche l'anniversario della strage del Vajont
STRAGE
non tragedia.

lunedì 8 ottobre 2007

gira la foto ye ye gira la foto ye ye


faccio i salti di gioia

estória história

C'ERA UNA VOLTA UN RE,
SEDUTO SUL SOFÁ,
CHE DISSE ALLA SUA SERVA:
"RACCONTAMI UNA STORIA!"
E LA STORIA INCOMINCIÓ...

C'ERA UNA VOLTA UN RE,
SEDUTO SUL SOFÁ,
CHE DISSE ALLA SUA SERVA:
"RACCONTAMI UNA STORIA!"
E LA STORIA INCOMINCIÓ...

C'ERA UNA VOLTA UN RE,
SEDUTO SUL SOFÁ,
CHE DISSE ALLA SUA SERVA:
"RACCONTAMI UNA STORIA!"
E LA STORIA INCOMINCIÓ...








tre giorni in 2 paesini,
COVAS DO MONTE e CANDAL,
a sentire parlare vecchi e cantastorie.

tre giorni in 2 paesini,
COVAS DO MONTE e CANDAL,
a mangiare broa e sopa.

tre giorni in 2 paesini,
COVAS DO MONTE e CANDAL,
a imparare il portoghese.

giovedì 4 ottobre 2007




ontem fui a uma exposição do eco-design muito gira

BURROCRAZIA



BURRO (s.m.) dal latino burrus vulgaris, asino in lingua portoghese.
KRATIA, dal greco kratos, collegata alla base krat da cui nasce il nostro CRAZIA, indicava la forza, la potenza, e, nell’ambito della politica, la signoria, il potere.
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INFLUENZA POLITICA DEI BUROCRATI ASINI NELLA NOSTRA VITA QUOTIDIANA DI ITALIANI ALL'ESTERO
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mercoledì 3 ottobre 2007

a festa do zé o bonzinho e a minha tarde


ieri sera siamo stati al bairro alto a una festa di un amico della janeca (zé)[ O JOSÉ O BONZINHO nell'immagine sopra] e zé era stragentile e continuava a offrirci delle simpatiche imperiais (birrette). ieri pome (e anche oggi a dire la veritá hihihi) la janeca lavorava quindi io ne ho approfittato per perdermi un po' in giro...propro a bairro alto poi praça do principe real, praça de alegria (!) e o rato yuuhuu...






...eu gosto de lisboa...